giovedì 22 febbraio 2024
Il mistero di padre Pio
domenica 21 novembre 2021
Cristo Re
lunedì 12 aprile 2021
Bellissima
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| Particolare di un murales che sta al Molo Sud di San Benedetto del Tronto |
martedì 27 ottobre 2020
Incontri
Camminando in oratorio ho incontrato una
lattina calpestata.
Mi sono avvicinato e l’ho sentita che mi
chiamava con un filo di voce.
Poverina: era lì tutta sola.
Mi chiese se potevo farle il favore di metterla
insieme alle altre nel cassonetto.
Era preoccupata perché se fosse rimasta
lì tra l’erba, qualche altro passante l’avrebbe schiacciata. Se, invece, fosse
riuscita ad arrivare in un cassonetto della raccolta differenziata, il suo
metallo sarebbe servito a produrre altre lattine e sarebbe stata ancora utile a
qualcosa. Il pensiero la consolava.
«Mi hai convinto. Ti raccolgo. Fammi un po’ vedere cosa contenevi», dissi avvicinandola agli occhi per leggere l’etichetta. C’era scritto: «Concentrato di caffeina. Non raccomandato per i bambini e durante la gravidanza e l’allattamento, o per chi è sensibile alla caffeina».
«Praticamente contenevi caffè», le dissi
pieno di stupore. «E come ci sei arrivata sul prato dell’oratorio? Da quando ai
bambini piace il caffè?».
«Me lo chiedo anch’io. Non sono adatta
ai bambini, né ai ragazzi. Tu glielo offriresti un caffè a un bambino?».
«No. Mai», le risposi deciso. «Perché un bambino dovrebbe bere caffè? È già pieno di vivacità ed entusiasmo. E così un ragazzo! A che gli serve il caffè?», argomentai.
La lattina ribatté: «Eppure ti assicuro
che mi sono ritrovata tra le mani di un ragazzetto che s’è bevuto tutto in poco
tempo, mi ha gettato a terra e mi ha schiacciato senza rispetto. Forse è perché
ho un gusto più gradevole del caffè. Forse perché fa sentire grandi bere roba
così. Farà anche sembrare grandi, ma fa male. Come siete strani voi umani:
disposti ad avvelenarvi pur di sembrare grandi».
«Come darti torto, saggia lattina. Siamo così strani noi umani: invece di proteggere i nostri cuccioli da ciò che nuoce, li lasciamo in balia del consumismo, un idolo senza cuore molto abile a somministrar veleni, spacciandoli per felicità». [dGL]
lunedì 4 maggio 2020
Gesù Buon Pastore
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| Pecorella in attesa dell'autobus per l'ovile |
Don Placido rimase molto meravigliato quando vide in TV e su internet che le opinioni venivano prese per pastori.
lunedì 17 dicembre 2018
La lettera di B. Natale
mercoledì 15 novembre 2017
Edizione straordinaria
mercoledì 16 novembre 2016
E con la fantasia intrecciare letteratura e realtà...
«Siete stato molto fortunato a incontrarci!», cominciò a dire don Chisciotte, mentre Sancio si metteva una mano davanti alla faccia in segno di disperazione.
«Dovete sapere che io sono un cavaliere e vado in giro per il mondo con il mio scudiero per soccorrere chi si trova in qualche genere di difficoltà. Saremo ben lieti di fermarci in città per la durata della festa; così voi potrete utilizzare Ronzinante per lanciare i vostri fuochi artificiali. È un cavallo abituato alle battaglie e non avrà certo paura di scintille colorate!».
L’idea piacque al mercante, un po’ meno a Sancio, che già sentiva odore di guai; meno di tutti piacque a Ronzinante, ma nessuno si sognò di chiedere il suo parere.
Il mercante, in segno di riconoscenza, si offrì di provvedere a sistemarli per i giorni della festa in una locanda della città.
«Mi hanno parlato molto bene di questa città. Il cibo è buono e il vino è dei migliori», disse lo scudiero rivolgendosi al mercante.
«Sì», confermò l’uomo, «Sono anni che partecipo a questa festa e sono stato sempre accolto bene; la gente è generosa e ospitale. Vi sentirete a casa vostra! E poi non potete immaginare quanti onori tributeranno al vostro cavallo! Vedrete che entusiasmo: una stalla tutta per lui, fieno di prima qualità,… e il giorno della festa, dopo aver onorato la Madonna con grande solennità, gli occhi della gente saranno tutti su di lui».
«Possibile che un cavallo sia così importante?», chiese don Chisciotte, manifestando il suo stupore.
«Cavaliere, voi siete molto famoso e la vostra fama avrà sicuramente preceduto il nostro ingresso in città. Ma per una sera, solo per quella sera, il vostro cavallo sarà più importante di voi. è per via della festa: se non ci fosse il cavallo, non ci sarebbero i fuochi artificiali. È uno spettacolo unico e anche voi, che avete girato tanto per il mondo, sicuramente non avete mai visto una cosa simile!», disse il mercante con gli occhi che luccicavano per l’entusiasmo.
A don Chisciotte tutta questa storia sembrava strana e cominciava a sospettare che ci fosse sotto qualche incantamento ad opera di oscuri nemici, ma il mercante di Atri sembrava sincero.
Sancio, invece, non aveva seguito il discorso perché era tutto concentrato a guardare il paesaggio e i campi ben lavorati e i calanchi, fenomeno assai suggestivo. Salire a piedi verso la città permetteva di godersi il panorama e tutto era così bello che gli sembrava non aver posto nella mente per altri pensieri: nessun fuoco artificiale avrebbe potuto eguagliare la bellezza di quella meraviglia naturale. Se ne era talmente convinto, che aveva deciso di chiedere a don Chisciotte di fermarsi lì ad abitare.
venerdì 1 aprile 2016
"Io sono la vite, voi i tralci" (Gv 15,5)
Una volta un contadino andò a raccogliere l'uva nella sua vigna, ma non ne trovò.
Allora se la prese col concime; buttò via quello che aveva sempre utilizzato e ne comprò un altro appena uscito sul mercato.
Al momento della vendemmia, entrò nella vigna e non trovò grappoli d'uva.
Allora se la prese con il terreno, che sicuramente non era stato lavorato in modo giusto,...
L'anno dopo la colpa fu dell'acqua, poi dei trattamenti inadeguati, poi della posizione della vigna, poi del vicino invidioso, poi della stagione troppo fredda, poi di quella troppo calda, poi degli animali selvatici,...
Il risultato, però, era sempre lo stesso: la vigna non produceva uva!
Solo dopo parecchi anni e altri costosi, ma infruttuosi, tentativi, il contadino si accorse che i tralci erano staccati dalla vite.
sabato 19 dicembre 2015
Fiori
venerdì 23 ottobre 2015
Mi piacerebbe…
venerdì 2 ottobre 2015
La confessione della guida
mercoledì 19 agosto 2015
Un solo pallone, molti ricordi...
Ma invece di riprendere il filo dei suoi pensieri, cominciò a seguire la partita dei ragazzi e si accorse che c’erano anche un paio di educatori a bordo campo. Dovevano essere gli allenatori, o qualcosa di simile.






