martedì 10 marzo 2026

Se Dio smettesse di perdonarmi…

«Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?» (Mt 18, 21).

 
Perché questa domanda?
Forse perché a un certo punto, dopo sette volte, viene la sensazione che sia il momento di dire: «Basta!».
Forse perché a Pietro è sembrato giusto dire: «Adesso basta!», ma poi, DENTRO di sé, ha sentito che così giusto non era, perché quel suo negare il perdono lo ha fatto sentire come in sospeso, in dubbio, come se gli fosse venuto a mancare qualcosa, come se DENTRO gli si fosse aperta una ferita profonda…
 
E Gesù gli spiega il perché:
un uomo trova la sua pienezza di vita nell’amore.
Ogni mancanza d’amore, ogni omissione è una ferita dolorosa, non solo per chi la riceve, ma anche per chi la commette.
Il perdono è espressione dell’amore più grande (Lc 23, 34) e non ha limiti, né quando lo riceviamo, né quando siamo chiamati a donarlo.

Se Dio smettesse di perdonarmi, morirei.
Se io smettessi di perdonare, morirei.
E lo sento DENTRO che sto morendo, che sto perdendo vita.
 
Per questo Pietro interroga il suo maestro; per questo Gesù toglie a Pietro, e a noi, ogni limite: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette» (Mt 18, 22).

domenica 8 marzo 2026

Belle notizie – omelia per la III Domenica di Quaresima, anno A


Sono cristiano e sono prete perché ho ricevuto belle notizie!
Sono cristiano e sono prete perché, a mia volta, porto belle notizie!
 
Anche oggi voglio portartene qualcuna!
 
La prima bella notizia che ti porto.
«L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori» (Rm 5, 5).
E volutamente ho detto nei “nostri cuori” e non “nel tuo cuore”.
Perché è vero che, se è stato riversato “nei nostri cuori”, allora è vero anche che è stato riversato nel mio e nel tuo cuore, MA ABBIAMO BISOGNO di sapere e di RICORDARCI che in questa vita e in questo tempo non siamo in mezzo a “estranei”, ad avversari o concorrenti, né in mezzo a “maledetti” abbandonati da Dio (come magari ci viene da pensare ascoltando i telegiornali o leggendo le notizie sui giornali).
Noi siamo in mezzo a persone nel cui cuore è stato riversato l’amore di Dio per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato nel Battesimo e che continua a esserci donato in tutti i Sacramenti.
Questa bella notizia OGGI mi ha commosso, mi ha intenerito, mi ha addolcito, mi ha fatto piangere di gioia perché mi ha permesso di guardare con occhi pieni di SPERANZA anche quello che in me non va: «Oh! Ma tu ti rendi conto? Dio ha riversato il Suo amore nei nostri cuori! Proprio in questo mio cuore! Proprio nel tuo cuore! Nei nostri cuori!».
 
La seconda bella notizia che ti porto.
«Dio dimostra il Suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi» (Rm 5,8).
Ma quanto ci ama Dio!
Che meraviglia!
Se rileggo le parole di San Paolo, la meraviglia cresce ancora di più: non riesco a immaginare un amore così grande, eppure mi raggiunge, lo vedo e lo sento forte. L’amore di Dio mi allarga il cuore!
Prova anche tu a ripeterti ad alta voce le parole di San Paolo ai Romani: «Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi» (Rm 5, 7-8).
 
La terza bella notizia che ti porto.
Dio sta là dove io vado a prendere la “mia” acqua, quella che penso sia in grado di dissetarmi. Mi RASSICURA vedere e sentire che è LUI ad aspettarmi al “mio” pozzo, quello a cui vado ABITUALMENTE per attingere l’acqua.
Mi RASSICURA, perché se fossi solo io a cercare Dio, potrei sbagliare, potrei perdermi, MA SE INVECE è Lui che, ben prima di me, è in cerca di me, se a quel pozzo Lui sta aspettando proprio me PER DISSETARSI, allora non ci può essere errore: SONO PROPRIO IO L’ATTESO e sicuramente incontrerò Gesù, Dio; proprio come capita alla donna samaritana.
SCOPRIRE che Gesù, Dio, s’affatica tanto, che ADDIRITTURA muore e risorge per me, per SALVARMI, mi riempie di meraviglia, una meraviglia che MI FA FELICE e allo stesso tempo MI CONVERTE, mi fa mettere in cerca di Lui, sulle Sue orme, mi APPASSIONA alla Sua PASSIONE: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?».
Incontrando Cristo, mi accorgo che la SETE MIA è la stessa sete di tanti altri e me li prendo a cuore, PORTANDO A TUTTI la bella notizia che mi ha salvato!
 
Oggi chiedo a Dio la grazia di sentire nel cuore la gioia e il ristoro che vengono dal Suo amore, che incontro in Gesù Cristo risorto e vivo e che, come cristiano e come prete, scelgo ogni giorno di raccontare!
E tu, dopo aver incontrato il Cristo, proprio qui dove OGGI sei venuto ad attingere l’acqua viva, QUALI BELLE NOTIZIE PORTERAI questa settimana agli “assetati” che incontrerai sulla tua strada?

domenica 1 marzo 2026

Trasfigurazione – omelia per la II Domenica di Quaresima, anno A


«Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo»
 
Ieri sera, mentre facevo cena, ascoltavo le notizie del bombardamento in Iran e mi pareva così strano essere lì a mangiare mentre scorrevano le immagini, le notizie, le parole, i commenti, le opinioni,… così dure, così prive di pietà per uomini, donne, bambini,…
 
E ho pensato all’uomo e anche all’uomo che sono io.
 
Ho pensato che posso scegliere in ogni momento di vivere una vera e propria trasfigurazione al contrario: Gesù diventa così luminoso, così bello da farti desiderare di rimanere lì con Lui per sempre («Signore, è bello per noi essere qui!») e l’uomo può scegliere in ogni momento di farsi così brutto, così tenebroso, così cupo, violento e duro da non essere più riconosciuto da quelli di casa, dai suoi, dagli altri uomini,… tanto che tutti fuggono al solo sentirne il nome o la notizia del suo arrivo.
 
In ogni momento può accadere anche a me di perdere – E SEMPRE PER SCELTA MIA – la così bella somiglianza con Dio, che mi caratterizza fin dalla creazione.
Dio che, dopo essersi trasfigurato davanti a me, dopo avermi manifestato tutta la Sua gloria, torna a essere ai miei occhi «Gesù solo»; Dio torna a essere Colui a cui io somiglio («È Dio e mi assomiglia», scrive Sartre).
Gesù mi dice che gli somiglio in tutto, eccetto il peccato, mi dice di ALZARMI e NON TEMERE, perché il mio cuore può RINNOVARSI continuamente nel Suo amore, se mi metto in ascolto di Lui!
Gesù mi dice che SONO ANCH’IO FIGLIO AMATO!!!
 
E io oggi non posso fare a meno di chiedermi:
Cosa ho fatto della mia bellezza di figlio amato?
Cosa ne sto facendo, qui e ora?
Cosa sarà di me, dopo?
 
Trump, Putin, Netanyahu, Khamenei,… mi dicono di un modo di fare e di vivere che INVECCHIA, di una vita e di un potere che più passa il tempo e più SI VA DISFACENDO, si va sciogliendo come neve al sole… mi dicono di un amore che nel tempo s’è perso, di una somiglianza con Dio che È STATA VENDUTA o BARATTATA per il potere, per il denaro, per la fama e così s’è trasformata in TERRORE, causa di pianto, sofferenze, morte,…
 
Guardando loro, oggi mi chiedo e ti chiedo:
Che ne è della tua innocenza di bambino?
Che ne è della tua tenerezza?
Che ne è della tua bellezza?
Che ne è della tua somiglianza con Dio?
 
Sul monte Tabor, Pietro, Giacomo e Giovanni vengono “rapiti” dalla bellezza dell’amore di Dio, un amore sempre luminoso e semplice, un amore che si rinnova sempre e non invecchia, un amore che ti fa desiderare di FARE CASA LÌ, anche se lì con te non hai portato niente: sai bene, però, di aver incontrato il Tutto e senti chiaro che non ti verrà a mancare niente («Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla»).
 
«Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo» (v. 8).
Tra poco anche tu alzerai gli occhi e vedrai Gesù, qui sull’altare.
Chiedigli oggi la grazia di gustare profondamente la Sua amicizia, la Sua compagnia; chiedigli di vincere la paura che sia “TROPPO” per te ASCOLTARLO, che sia “TROPPO” per te SEGUIRLO; chiedigli di lasciarti “rapire”, oggi e sempre, dalla Sua bellezza, dal Suo amore per te, dal Suo fare comunione con te!
 
Se vuoi, puoi farlo con le parole di San Francesco:
«Rapisca, ti prego, o Signore,
l’ardente e dolce forza del tuo amore
la mente mia da tutte le cose che sono sotto il cielo,
perché io muoia per amore dell’amor tuo,
come tu ti sei degnato morire
          per amore dell’amor mio» (Preghiera “absorbeat”, FF 277).