martedì 3 febbraio 2026
«Chi pensa di…»
venerdì 20 dicembre 2024
20 dicembre
sabato 7 ottobre 2023
Ecco il discepolo!
«Umiltà e obbedienza a Cristo: ecco il discepolo, la sua dimensione autentica. E di conseguenza la sua forza straordinaria. L'umiltà ci rende coscienti di quanto siamo, e l'obbedienza ci pone nelle mani della Provvidenza. L'umiltà ci lascia realisti e coscienti. L'obbedienza ci fa coraggiosi, anche temerari se fosse necessario, togliendoci da croniche paure, da facili illusioni, da comode rassegnazioni. Con te, Cristo, perché temere?» (Carlo Maria Martini, Ripartire da Emmaus, Centro Ambrosiano, Edizioni PIEMME).
lunedì 26 dicembre 2022
Cari a Dio
«La convinzione inculcata dalla religione che su altri piani e in altri mondi saremmo stati riscattati dalle nostre pene, generava un orizzonte di fiducia e una maggiore capacità di sopportazione e suscitava altresì rispetto per il povero o lo sfortunato: non reietti e maledetti ma cari a Dio, e perciò da trattare con riguardo. Il povero e il malato erano riscattati già in vita nella loro dignità da quella ricompensa che avrebbero ricevuto dal cielo o in cielo. Insomma la promessa della gloria post mortem non generava solo alienazione in terra, come sostenevano Feuerbach e Marx, ma aveva effetti sociali e morali benefici (carità, solidarietà, dignità, compassione). Perso quell'orizzonte di speranza, tutte le aspettative si sono trasferite in terra in forma di diritti e pretese; e se disattese o deluse producono ribellione, frustrazione, malcontento» (Marcello Veneziani, Scontenti, Marsilio Editori, Venezia 2022, p. 47).
martedì 29 novembre 2022
Ritratto di una Mamma
«“Onora tuo padre e tua madre” … Onorali con dimostrazioni di rispetto, in modo da astenerti da ogni offesa, perché nemmeno con l’espressione del viso si deve mancare alla pietà dei genitori… L’onore però non consiste soltanto nelle manifestazioni di rispetto, ma anche nella generosità…: onore significa dar aiuto secondo i meriti. Sostenta tuo padre, sostenta tua madre. E quand’anche avrai sostentato tua madre, non compenserai mai i dolori, non compenserai gli strazi che ha patito per te; non compenserai gli atti di amore con cui essa ti ha portato in grembo, non compenserai il nutrimento che ti ha dato, premendo soavemente le poppe sulle tue labbra con tenerezza di affetto; non compenserai la fame che ha sopportato per te, quando non voleva mangiare nulla che ti potesse nuocere, né toccar nulla che le danneggiasse il latte. Per te essa ha digiunato, per te ha mangiato, per te ha rifiutato il cibo che pur desiderava, per te ha preso il cibo che non le piaceva, per te ha vegliato, per te ha pianto: e tu permetterai che essa viva nel bisogno? O figlio, che terribile giudizio vai a cercare, se non sostenti colei che ti ha partorito! Tu devi quello che hai a colei alla quale devi quello che sei» (S. Ambrogio, Esposizione del Vangelo secondo Luca, VIII, 74-75, citazione tratta da Cesare Pasini, Ambrogio di Milano, San Paolo, p. 25).
venerdì 11 febbraio 2022
I tre forti giganti del Maligno: ignoranza, oblio e noncuranza
lunedì 7 febbraio 2022
Pregare
Fabio Fazio: «Che cosa vuol dire pregare, Santo Padre? Come si fa a pregare?»
Papa Francesco: «Pregare è quello che fa il bambino quando si sente limitato e impotente: “Papà, Mamma!”. Questo è il primo grido della preghiera, ma se tu non credi che hai un papà, una mamma vicino, non sai gridare, non sai chiedere. Pregare significa guardare i propri limiti, i nostri bisogni, i nostri peccati e dire: Papà, guardami. Il tuo sguardo mi purifica, mi dà forza. Pregare è entrare con la forza, con l’oltre i limiti, l’oltre l’orizzonte. Per noi cristiani pregare è incontrare Papà. San Paolo dice: Dio è Padre e noi gli diciamo: “Papà”, non “Padre”. E quando tu ti abitui a dire “Papà” a Dio, significa che stai andando bene sulla strada religiosa, ma se tu pensi che Dio è quello che ti annienterà nell’inferno, se tu pensi che Dio se ne infischia della tua vita, la tua religione sarà superstizione. Pregare significa dai miei bisogni, dalla mia piccolezza, guardare come fanno i bambini che dicono “Papà”. I bambini nel loro sviluppo psicologico passano per quella che si chiama “l’età dei perché”; perché si svegliano, vedono la vita e non capiscono e dicono: “Papà, perché? Papà, perché?”. Se noi guardiamo bene, il bambino non aspetta la risposta del papà: quando il papà comincia a rispondere, subito fa un’altra domanda. Quello che vuole il bambino è che lo sguardo del papà sia su di lui. Non mi importa la spiegazione, soltanto che il papà mi guardi e questo mi dà sicurezza. Pregare è un po’ tutto questo».sabato 5 febbraio 2022
La saggezza di vita
«Se doveste chiedermi, prima che me ne vada definitivamente, se non conosca una chiave magica che possa schiudere l’ultima porta che conduce alla saggezza di vita, vi risponderei: “Sì”. E questa chiave magica non è la riflessione, come forse vi aspettereste di sentir dire da un filosofo, bensì la preghiera. […] Le grandi cose dell’esistenza sono donate solamente agli spiriti che pregano» (Peter Wust, citazione contenuta nel libro "Benedetto XVI. Una vita" scritto da Peter Seewald).

