lunedì 14 settembre 2026

A tu per tu con Gesù!



Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita» (dalla Prima lettura della Messa di oggi, Nm 21, 4b-9).
 
La croce la porto, la incontro, la evito, la abbraccio, la bacio, la fuggo,... ma la guardo?
Mi attraversa questo pensiero mentre ascolto la Prima lettura della Messa di oggi [Festa dell’Esaltazione della Santa Croce] ...
 
E questo pensiero mi accompagna per un po' dopo la Messa e torna ancora mentre vado a comprare una lampadina nuova e il pane...
 
Quante volte al giorno guardo davvero la Croce di Gesù?
Su chi tengo fisso il mio sguardo per la maggior parte del tempo?
Gli occhi vedono, ma da soli non possono vedersi.
Da solo non posso vedere che faccia ho: del mio viso con i miei occhi posso arrivare a vedere in modo sfocato la punta del naso, il mio labbro superiore coi baffi, forse una piccola parte della guancia, le sopracciglia e la punta dei capelli,...
Sembra che gli occhi non siano fatti per vedermi, per guardarmi in faccia, per guardare me stesso... ma per guardare l'altro, per vederlo, per accorgermi che c'è.
 
Per vedere i miei occhi con i miei occhi, ho bisogno di uno specchio e così per vedere il mio viso nella sua completezza. Gli occhi non servono per guardarmi o servono solo in parte per guardarmi: la maggior parte del campo visivo è "altro da me".
 
Eppure oggi passo la maggior parte del tempo a guardarmi, a custodire gelosamente il mio tesoro, a considerare il mio tempo, le mie rughe, i miei capelli bianchi, le mie cose, la mia vita, il mio benessere, la mia salute, il mio interesse, le mie ferite,... come se questo "guardarmi" fosse il senso della vita.
 
Sembra che la parte stia occupando tutto il campo visivo: non ho occhi che per me!
 
Ma solo chi «lo guarderà resterà in vita».
 
E allora: quante volte guardo la Croce di Gesù?
Quante volte al giorno lascio che il mio sguardo incontri lo sguardo di Colui che ho trafitto?

venerdì 11 settembre 2026

11 settembre 2001 - 11 settembre 2026

Crocifissione, opera di Josip Botteri Dini, Chiesa di Cristo Re

Stamattina, guardando questo quadro di Josip Botteri Dini, voluto da don Pio per la nostra chiesa di Cristo Re e collocato sopra il portone di ingresso, mi tornano in mente le parole di Gesù sulla croce: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno" (Lc 23, 34) e allo stesso tempo le ultime parole di Gesù ai discepoli dopo la Risurrezione: "Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt 28, 20).

Nel quadro, Gesù è crocifisso sulle Torri gemelle.

Sotto questa croce dei nostri giorni stanno la Vergine Maria e la folla dei miti, dei poveri, degli umili e indifesi, dei sofferenti, di tutte le vittime della violenza. Il Crocifisso soffre con loro ed essi con Lui. Il Crocifisso è lì con loro e per loro, li custodisce, li difende, li protegge, li attira a sé.

Dall'altra parte, minacciosi e terribili, ma mostruosi e diabolici, stanno i violenti, i prepotenti, i sopraffattori, i terroristi di oggi e di ogni tempo, già raffigurati nella loro reale veste di corrotti, putrefatti, morti che camminano...

Danneggiano, spaventano, distruggono, spadroneggiano e sembrano inarrestabili e vincenti, ma non prevalgono; il loro destino è segnato: Cristo regna nei secoli dei secoli!

Dio ci faccia la grazia di fare continua memoria del Suo amore e di esserne servi, alla continua ricerca del Bene comune, alla continua ricerca della Vita, in continua difesa del più indifeso, del più piccolo, dell'ultimo!

Dio ci faccia la grazia di vedere dove porta ogni pensiero, ogni parola, ogni azione violenta, perché possiamo vigilare sui nostri pensieri, parole e opere e fuggire il male con tutte le nostre forze!

Dio ci faccia la grazia di sentire la Sua compagnia ogni giorno, perché possiamo opporci al male, contrastarlo e vincerlo con il Bene, con il Perdono, con la proposta incessante di Pace, con la scelta ostinata e costante di disarmarci per camminare liberi e leggeri e cercare solo la comunione e la concordia con ogni prossimo che incontriamo!