domenica 10 maggio 2026

Il Suo migliore amico – Prima Comunione (2)


Nella seconda lettura che abbiamo ascoltato, San Pietro parla della speranza che è in noi (cfr. 1Pt 3, 15). Che cos’è questa speranza?
È la certezza di essere “l’amato” di Gesù. Pietro sa di essere il miglior amico di Gesù. E il bello è che se avessero chiesto a Filippo, a Giovanni, a Giacomo, a Maria Maddalena, a qualsiasi altro discepolo, a me e a qualsiasi cristiano, “Chi è il miglior amico di Gesù?”, ciascuno avrebbe detto: “Sono io”.
 
E se oggi tu chiedessi a Gesù: “Chi è il tuo migliore amico?”, Gesù ti risponderebbe: “Il mio migliore amico sei tu”.
 
E san Pietro si accorge – e aiuta anche noi ad accorgerci – che questa amicizia con Gesù è per sempre!
Come se ne accorge?
RICORDANDO quello che diceva Gesù: «Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi» (Gv 14, 18-20).
E riconoscendo che davvero Cristo VIVE in lui: «… adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori» (1Pt 3, 15).
 
Chi VEDE l’amico? L’amico LO VEDE solo l’amico: per tutti gli altri quella persona è una delle tante persone, ma per te è il tuo migliore amico, quello che rende uniche e speciali le tue giornate.
Gesù è Dio e per Lui tu sei il suo migliore amico.
È qui per te, per rendere felice la tua vita.
Gesù ti vede sempre così: come il Suo migliore amico.
 
Questo ti fa venire la curiosità di VEDERLO anche tu.
E la vita è un continuo cercare di vedere e rivedere questo amico, cercare di vederlo perché ne senti la mancanza.
I catechisti, che hai conosciuto in questi anni, somigliano a Filippo, a Pietro e a Giovanni che vengono mandati dalla Chiesa per aiutarti a VEDERE Gesù, a conoscerlo e a riconoscerlo.
I catechisti sono collaboratori della tua gioia (cfr. 2Cor 1, 24)!
Come i catechisti, anche i tuoi genitori, i tuoi nonni e tutte le persone che ti vogliono bene POSSONO aiutarti a VEDERE Gesù, se si mettono con te IN CERCA di Lui, se anche loro hanno VISTO Gesù, se si sono già accorti che Gesù li considera i suoi migliori amici!
 
Gesù dice che noi lo vedremo!
Partecipando alla Messa, nelle scorse Domeniche, ti sei accorto che in diversi momenti le parole RIMANDANO al senso della VISTA e anche al senso dell’UDITO: ti viene detto di ASCOLTARE e VEDERE Uno che ADESSO è qui in mezzo a noi, con noi e per noi!
Gesù è vivo ed è qui in mezzo a noi!
Dopo ogni lettura hai sentito: “Parola di Dio” e dopo il Vangelo: “Parola del Signore”; è Cristo VIVO che parla a te OGGI!
 
Tra poco dirò:
«Questo è il mio Corpo…»
«Questo è il mio Sangue…»
«Ecco l’Agnello di Dio…»
E ogni volta ti mostrerò il Cristo
e tu VERAMENTE lo VEDRAI!
 
Vedi come si compie REALMENTE quello che Gesù ha detto?
«Voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete» (Gv 14, 19).
 
E poi ti avvicinerai all’altare per ACCOGLIERE il Cristo che si dona a te che sei il suo migliore amico per rimanere con te e in te, perché tu possa sentirti amato e amare come Lui ti ama!
 
Caro amico, che oggi ricevi per la prima volta la Comunione,
caro amico, che l’hai ricevuta per la prima volta Domenica scorsa, o qualche anno fa,
ACCOGLI oggi il Cristo, la Sua amicizia, il Suo amore senza misura e senza condizioni e lasciati spingere dal soffio del Suo Spirito verso gli orizzonti sconfinati della santità. Non temere, ma con fiducia prendi il largo! Avanza fiducioso. Sempre! Amen. (cfr. Papa Giovanni Paolo II, Ischia 2002)

domenica 3 maggio 2026

Prima Comunione


Qualcosa che somiglia alla COMUNIONE con Gesù l’abbiamo vissuta tutti, tutti noi che siamo qui oggi, anche i più piccolini, anche i bambini appena nati.
L’abbiamo vissuta per circa nove mesi quando eravamo VIVI, ma vivevamo DEL corpo di nostra madre e la vita ci veniva comunicata da una persona, viva come noi.
E quella comunione è continuata nel primo sguardo pieno d’amore appena partoriti e poi negli sguardi, nelle parole, nei gesti d’amore, di fiducia, di offerta, in gesti e parole di VITA che mamma e papà hanno continuato e continuano a donarci.
Senza quelle parole e quei gesti, oggi NESSUNO DI NOI SAREBBE QUI!
 
E quella comunione continua a nutrirci e a farci vivere in tutti i gesti d’amore e di bene che RICEVIAMO e che, a nostra volta, DONIAMO.
 
La COMUNIONE con Gesù è la SORGENTE di quella comunione d’amore, una sorgente che ci RISANA ogni volta che preghiamo, che ascoltiamo la Parola di Dio, ogni volta che partecipiamo all’Eucaristia e riceviamo la COMUNIONE.
 
Cari amici, la COMUNIONE che ricevete oggi per la prima volta – e che potrete ricevere tutte le Domeniche – CI RICORDA DA DOVE VIENE LA VITA: la vita viene da Gesù!
 
È Gesù che ci ama per primo e ci dona di poterci amare gli uni gli altri, superando divisioni, discordie, invidie, gelosie, inimicizie, litigi.
È Gesù che ci attira a sé e ci mostra che la vita, che abbiamo, non solo basta per noi, ma addirittura è dono che basta per tutti, anche per i nostri nemici.
È Gesù che ci ALLARGA il cuore perché possa trovarvi posto ciascuno e perché non ci sentiamo stretti e costretti, ma sempre APERTI e LIBERI!
È Gesù che ci COMUNICA la Sua stessa VITA con il dono del Suo Corpo e del Suo Sangue!
È Gesù la nostra gioia e la nostra pace!
 
E allora, cari amici, FESTEGGI oggi il nostro cuore, il cuore di chi lo riceve oggi per la prima volta e il cuore di noi tutti: viene a noi Gesù, il nostro Dio, la nostra VIA, la nostra VERITÀ, la nostra VITA, la nostra GIOIA, la nostra PACE, il nostro AMORE, il nostro TUTTO!

venerdì 24 aprile 2026

Alba

 
Nel biondo grano
un papavero,
come sbadigliando di prima mattina,
rosso
stiracchia la sua velina

mercoledì 15 aprile 2026

Ciao don Pio!

«Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla» (Salmo 22/23).

Questa è la frase del Salmo 22 che trovate sul ricordino di don Pio. Questa frase m’ha fatto pensare alla sua vita, almeno per quel tratto di strada che ho percorso con lui. M’hanno colpito queste parole perché lui in queste parole ci credeva – ecco, forse l’unica cosa di cui diceva di essere mancante era la salute, ma per tutto il resto era convinto di non mancare di nulla ed era proprio questa convinzione a non permettergli di stare fermo, perché ogni volta si accorgeva che qualcuno mancava di qualcosa e allora subito CORREVA (letteralmente correva: mi pare di poter dire che la sua è stata una vita DI CORSA). Subito correva per provvedere A DARE, a DARE senza misura e prima che l’altro chiedesse aiuto o dicesse di aver bisogno di qualcosa… E tutti intorno eravamo costretti a partecipare a questo suo perpetuo movimento e ci ritrovavamo coinvolti nelle sue avventure… e tu non sempre te ne accorgevi, ma già eri dentro quelle avventure che poi avrebbe raccontato ad altri per mettere in moto anche quelli,…

Ultimamente mi è capitato di riascoltare da lui il racconto dei suoi giorni da vice-parroco di don Marino Catasta, nella Parrocchia San Giovanni Battista a Grottammare. Descriveva quei momenti con parole che erano pennellate e li vedevi tutti in quella stanza della canonica: don Marino, don Pio, i giovani radunati per una catechesi e la signora che affettava lonza, salame, prosciutto… e preparava la merenda con una lieta semplicità d’altri tempi… “Gianlu’, io ho visto la santità!”. E la “santità” era un parroco che in canonica accoglieva tutti, che gli chiedeva di accompagnarlo in macchina nelle case e poi, nel segreto, distribuiva aiuti a chiunque fosse nella povertà o nel bisogno. Un parroco che gli raccomandava sempre: «Non dire mai “non ho tempo” a un povero». E forse il seguito è stato tutto un correre dietro a quel SANTO che aveva incontrato. E mi ripeteva, l’ultima volta qualche giorno prima del ricovero in ospedale: «Un santo! Era un santo!». Ed era tutto felice di averlo incontrato e di potermelo raccontare! E l’ultima volta, lì a casa, mi ha detto: «Non dire mai a un povero “non ho tempo”, così mi diceva don Marino quando ero vice-parroco a San Giovanni».

Ora le cose da dire sarebbero davvero moltissime, anche per me che lo conosco soltanto da otto anni. Mi fermo qui perché so che dal Paradiso don Pio sta già scalpitando perché mi sto dilungando troppo… Sono sicuro che in molti custodiamo un bel ricordo di don Pio e vorremmo raccontarlo perché non vada perduto con il tempo che passa. Allora ho pensato che nei prossimi giorni – chi vuole – può scrivere qualcosa e metterlo nella cassetta della posta della canonica e poi raccoglieremo le testimonianze e faremo un libricino, magari per il suo anniversario… Penso che sarebbe molto bello…

Termino ringraziando il Vescovo e i confratelli che oggi e anche nei giorni scorsi sono stati vicini alla nostra comunità parrocchiale e hanno pregato per don Pio. E ringrazio tutti voi, parrocchiani e amici: don Pio era sempre così felice di magnificare la vostra generosità ed era felice della vostra amicizia e del vostro ESSERCI ed essergli vicino. Gli avete voluto bene e in questi giorni siete corsi qui per dirgli ancora il vostro GRAZIE e questo è bellissimo!

Ringrazio Ada e i familiari di don Pio che hanno vissuto con lui e ringrazio tutti i suoi parenti. Grazie per averlo custodito fino all’ultimo respiro con amore e simpatia, rassicurandolo e rendendogli SERENO il passaggio da questo mondo all’eternità.

Infine desidero dire anch’io il mio GRAZIE a don Pio per avermi voluto bene e per avermi aiutato in questi anni a inserirmi in questa comunità parrocchiale e per avermi donato ogni volta un sorriso con le sue battute sempre sorprendenti. Molti anni fa – forse ero appena diventato prete - ho letto un suo romanzo dove ricorreva una frase che mi sono portato dietro e che mi ritorna in mente di continuo: c’era questo personaggio – mi pare fosse un monaco – che ripeteva ogni volta: «Se lo avessimo amato, lo avremmo compreso». Questa frase mi ha aiutato molto nel tempo e credo mi accompagnerà fino alla fine.

Ciao, don Pio! Ti saluto con una frase di don Francesco Fuschini, un prete scrittore come te: “… sei un uomo che cavalca paradossi evangelici; sei un «puro di cuore»: e chi ti salverà dal Paradiso?”.

lunedì 13 aprile 2026

Grazie, don Pio!

Foto Ancoraonline

«Aspettare ogni giorno l'ultimo giorno con le mani trepidanti di vita» (Mauro Crocetta).
 
Caro don Pio,
penso sia bello ricordarti con queste parole del tuo amico Mauro, perché questo hai fatto fino all'ultimo giorno di vita: hai avuto le mani trepidanti di vita e hai dato vita!
Hai dato vita alla tua famiglia, alla parrocchia, alla Diocesi, alla Chiesa, ai preti, ai vescovi, a Porto d'Ascoli, alla gente, ai sindaci, ai presidenti,... e soprattutto ai poveri e agli ammalati!
E nel fare questo, hai insegnato anche a noi a dare vita: dove vedevi che le acque rischiavano di diventare stagnanti, subito ti davi da fare per smuoverle, per rimettere in moto chi si era rassegnato alla sua condizione di povertà, o era assalito dallo sconforto o dalla disperazione...
Ti abbiamo sempre visto in movimento!
 
Così ora tutti qui fatichiamo a credere che sia proprio tu l'uomo che giace immobile in quella bara e ci viene, invece, molto più facile credere nella risurrezione e in quello che tu predicavi dall'altare a ogni funerale, quando ti rivolgevi al defunto e con la tua voce, forte e piena di calore, "osavi" addirittura scuoterlo dalla "pace" del riposo eterno perché lo spronavi a prendersi ancora più a cuore la sua famiglia, i suoi amici, Porto d'Ascoli e la sua Parrocchia di Cristo Re.
 
E allora oggi lo dico io a te, carissimo don Pio: «Prega per noi! Datti da fare per i tuoi cari, per questa città, per i poveri, per gli ammalati, per le persone in difficoltà, per le nostre Diocesi, per la Chiesa e per la tua amata Parrocchia di Cristo Re, che hai servito praticamente per tutta la tua vita!».
Grazie di tutto e buon Paradiso con Gesù, Giuseppe e Maria!!!

martedì 10 marzo 2026

Se Dio smettesse di perdonarmi…

«Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?» (Mt 18, 21).

 
Perché questa domanda?
Forse perché a un certo punto, dopo sette volte, viene la sensazione che sia il momento di dire: «Basta!».
Forse perché a Pietro è sembrato giusto dire: «Adesso basta!», ma poi, DENTRO di sé, ha sentito che così giusto non era, perché quel suo negare il perdono lo ha fatto sentire come in sospeso, in dubbio, come se gli fosse venuto a mancare qualcosa, come se DENTRO gli si fosse aperta una ferita profonda…
 
E Gesù gli spiega il perché:
un uomo trova la sua pienezza di vita nell’amore.
Ogni mancanza d’amore, ogni omissione è una ferita dolorosa, non solo per chi la riceve, ma anche per chi la commette.
Il perdono è espressione dell’amore più grande (Lc 23, 34) e non ha limiti, né quando lo riceviamo, né quando siamo chiamati a donarlo.

Se Dio smettesse di perdonarmi, morirei.
Se io smettessi di perdonare, morirei.
E lo sento DENTRO che sto morendo, che sto perdendo vita.
 
Per questo Pietro interroga il suo maestro; per questo Gesù toglie a Pietro, e a noi, ogni limite: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette» (Mt 18, 22).

domenica 8 marzo 2026

Belle notizie – omelia per la III Domenica di Quaresima, anno A


Sono cristiano e sono prete perché ho ricevuto belle notizie!
Sono cristiano e sono prete perché, a mia volta, porto belle notizie!
 
Anche oggi voglio portartene qualcuna!
 
La prima bella notizia che ti porto.
«L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori» (Rm 5, 5).
E volutamente ho detto nei “nostri cuori” e non “nel tuo cuore”.
Perché è vero che, se è stato riversato “nei nostri cuori”, allora è vero anche che è stato riversato nel mio e nel tuo cuore, MA ABBIAMO BISOGNO di sapere e di RICORDARCI che in questa vita e in questo tempo non siamo in mezzo a “estranei”, ad avversari o concorrenti, né in mezzo a “maledetti” abbandonati da Dio (come magari ci viene da pensare ascoltando i telegiornali o leggendo le notizie sui giornali).
Noi siamo in mezzo a persone nel cui cuore è stato riversato l’amore di Dio per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato nel Battesimo e che continua a esserci donato in tutti i Sacramenti.
Questa bella notizia OGGI mi ha commosso, mi ha intenerito, mi ha addolcito, mi ha fatto piangere di gioia perché mi ha permesso di guardare con occhi pieni di SPERANZA anche quello che in me non va: «Oh! Ma tu ti rendi conto? Dio ha riversato il Suo amore nei nostri cuori! Proprio in questo mio cuore! Proprio nel tuo cuore! Nei nostri cuori!».
 
La seconda bella notizia che ti porto.
«Dio dimostra il Suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi» (Rm 5,8).
Ma quanto ci ama Dio!
Che meraviglia!
Se rileggo le parole di San Paolo, la meraviglia cresce ancora di più: non riesco a immaginare un amore così grande, eppure mi raggiunge, lo vedo e lo sento forte. L’amore di Dio mi allarga il cuore!
Prova anche tu a ripeterti ad alta voce le parole di San Paolo ai Romani: «Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi» (Rm 5, 7-8).
 
La terza bella notizia che ti porto.
Dio sta là dove io vado a prendere la “mia” acqua, quella che penso sia in grado di dissetarmi. Mi RASSICURA vedere e sentire che è LUI ad aspettarmi al “mio” pozzo, quello a cui vado ABITUALMENTE per attingere l’acqua.
Mi RASSICURA, perché se fossi solo io a cercare Dio, potrei sbagliare, potrei perdermi, MA SE INVECE è Lui che, ben prima di me, è in cerca di me, se a quel pozzo Lui sta aspettando proprio me PER DISSETARSI, allora non ci può essere errore: SONO PROPRIO IO L’ATTESO e sicuramente incontrerò Gesù, Dio; proprio come capita alla donna samaritana.
SCOPRIRE che Gesù, Dio, s’affatica tanto, che ADDIRITTURA muore e risorge per me, per SALVARMI, mi riempie di meraviglia, una meraviglia che MI FA FELICE e allo stesso tempo MI CONVERTE, mi fa mettere in cerca di Lui, sulle Sue orme, mi APPASSIONA alla Sua PASSIONE: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?».
Incontrando Cristo, mi accorgo che la SETE MIA è la stessa sete di tanti altri e me li prendo a cuore, PORTANDO A TUTTI la bella notizia che mi ha salvato!
 
Oggi chiedo a Dio la grazia di sentire nel cuore la gioia e il ristoro che vengono dal Suo amore, che incontro in Gesù Cristo risorto e vivo e che, come cristiano e come prete, scelgo ogni giorno di raccontare!
E tu, dopo aver incontrato il Cristo, proprio qui dove OGGI sei venuto ad attingere l’acqua viva, QUALI BELLE NOTIZIE PORTERAI questa settimana agli “assetati” che incontrerai sulla tua strada?