Cos’è
un’amicizia?
Cos’è
un amore?
È
semplicemente e pienamente e meravigliosamente e misteriosamente la vita!
È
accorgersi gradualmente, in una gradualità che ti prende ogni giorno di più,
che lì c’è la pienezza della tua vita e della vita di ciascuno. E ci si accorge
di questo perché si accoglie l’altro e accogliendolo lo si conosce.
Questo
vale anche per l’amicizia con Dio!
Dio
potrebbe scegliere di AFFIDARSI a ciò che tu intuisci di Lui e allora verrebbe
fuori un’immagine che, per quanto possa essere realistica, rimarrebbe sempre
un’immagine.
Siamo
certi che la fotografia di Federico non è Federico e la fotografia di Diletta
non è Diletta!
Così
l’immagine che posso costruire di Dio, per quanto perfetta, non sarà mai Dio.
Ecco
l’esperienza di Mosè, di Paolo, di Nicodemo, di Gian Luca, di Federico, di
Diletta,… di ciascuno: fare continua e sempre nuova conoscenza dell’ALTRO e
conoscerlo VIVO, come uno che cammina con me! E così poter dire ogni volta a
Dio e all’amato o all’amata: «Ti amo ogni giorno di più: oggi molto più di
ieri, ma molto meno di domani!».
L’esperienza
di Mosè e del popolo somiglia a quella di un innamorato che vuole apparire
perfetto agli occhi del suo AMATO o della sua AMATA. E fa di tutto per apparire
nella sua immagine e forma migliore, perché TEME, forse addirittura è
TERRORIZZATO, che se l’amata o l’amato scoprisse quella sua caratteristica o
quel suo difetto, certamente FUGGIREBBE… E allora si fanno sforzi immani per
cambiare, per nascondere, per migliorare tendendo a una disumana perfezione…
tutto perché egli o ella mi ami… E poi, vivendo e camminando insieme, si scopre
che l’altro è lì e non fugge di fronte al mio limite; l’altro addirittura è
«lento all’ira, ricco di amore e di fedeltà» (Es 34, 6).
Gesù l’amico!
Gesù l’amato!
Come
somiglia a Gesù l’amato o l’amata mia!
E
come somiglio io a Gesù per l’amata o l’amato mio!
E così per l’amico e l’amica
mia!
E
fare esperienza di questo amore di Dio STUPISCE, SCONVOLGE, SOMMERGE, come dice
Emily Dickinson:
«Come
se chiedessi una comune elemosina
e
nella mia mano stupita
uno
sconosciuto chiudesse un regno
e
io restassi sconvolta –
come
se domandassi all’oriente
se
per me avesse un mattino –
ed
esso sollevasse le sue dighe purpuree
e
mi sommergesse d’aurora!» (Emily Dickinson, 323)
Come
mi STUPISCE un Dio che desidera rivelarsi a me e nel rivelarsi mi si dona tutto
intero: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito,…» (cfr. Gv 3, 16-18)!
Come
mi SCONVOLGE, cosciente dei miei limiti e fragilità, un Dio che, conoscendomi e
sapendo tutto di me, non se ne va, ma addirittura, nel momento del peccato più
grande (la costruzione del vitello d’oro), viene e PROCLAMA la Sua identità:
«Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco
d’amore e di fedeltà» (cfr. Es 34, 4b-6.8-9)!
Come
mi SOMMERGE la vita nuova che ho ricevuto nel Battesimo, tanto da poter
ASPIRARE a vivere la stessa vita di Cristo: «Siate gioiosi, tendete alla
perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in
pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi» (cfr. 2Cor 13, 11-12)!
Cari
Federico e Diletta,
grazie a Dio e grazie alle vostre famiglie e a tante
persone buone che vi vogliono bene – e molte oggi sono qui – avete fatto una
buona esperienza della vita, dell’amicizia e dell’amore; custoditela,
ricordatela, donatela e chiedete ogni giorno a Dio la grazia di VEDERE il
tesoro, la perla preziosa, perché i vostri cuori siano pieni di gratitudine e
possiate insieme essere gioiosi, tendere alla perfezione che è l’amore di
Cristo, farvi coraggio a vicenda e avere in voi gli stessi sentimenti di Cristo
Gesù!
La
grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito
Santo siano con voi!
[* Omelia per il matrimonio di Federico e Diletta, Domenica 31 maggio 2026, Chiesa di San Giovanni Battista, Grottammare]



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