mercoledì 26 giugno 2019

Saggezza antica

«Bisogna sempre evitare di giungere al litigio e alla rissa. È meglio allontanarsi e lasciar perdere le provocazioni, qualunque siano e da chiunque vengano (d'altronde possono venire solo dagli stolti). Occorre dare lo stesso peso sia all’ossequio sia agli oltraggi del volgo, senza inorgoglirsi dell’uno o rattristarsi per gli altri» (Seneca, La fermezza del saggio, in Dialoghi morali, Einaudi, pp. 113 e 115).

domenica 16 giugno 2019

Freccia (2)

- Chi sei?
- Sono un prete
- E chi è un prete?
- Un prete è uno che va in giro per tutta la vita sulla barca della Chiesa a soccorrere naufraghi
- Chi sono i naufraghi?
- I naufraghi sono tutti quelli che il mondo scarta o lascia da soli
- Posso venire con te?
- Certo che puoi!

venerdì 14 giugno 2019

lunedì 10 giugno 2019

Freccia

Le frecce tricolore volavano.
Noi sui marciapiedi eravamo tutti col naso in su a vederle sfrecciare!
Con gli occhi immersi nel blu,
pensavo a Dio che guardo sempre troppo poco,
sia quando è in cielo, sia quando è qui in terra! [dGL]

venerdì 24 maggio 2019

La dolce umiltà

Le reliquie di Santa Bernadette sono appena ripartite dopo le giornate di preghiera nella Cattedrale di San Benedetto del Tronto.

Sono arrivato tardi, ma la folla è ancora sul sagrato.
Sembra la banchina del porto quando il transatlantico parte per la traversata oceanica e i parenti lo guardano prendere il largo e accompagnano con gli occhi i loro cari che, piano piano, si allontanano.

C’è già nostalgia di una presenza amica, silenziosa, discreta, semplice e umile.

Un flusso continuo di persone in questi giorni è passato davanti all’urna che contiene le reliquie di Santa Bernadette e davanti all’immagine della Madonna di Lourdes.

Ognuno ha affidato alla Vergine Maria e a Santa Bernadette le sue intenzioni di preghiera, raccomandando le persone più care e chiedendo la guarigione del corpo e dello spirito.

Vedere la gente che prega è bellissimo.
La delicatezza dei gesti, la devozione nel sussurrare parole sante, gli occhi lucidi per la commozione, una carità che si ravviva e s’esprime con un’attenzione e una cura amorevole per anziani e ammalati,...

Lunedì pomeriggio mi sono commosso nel vedere due persone anziane, forse marito e moglie, sostenersi a vicenda sulla via della Cattedrale e compiere il loro piccolo pellegrinaggio. L’altare ormai era vicino e loro camminavano, lenti e contenti!

«La santità ci attira a sé», ho pensato mentre dal fondo della chiesa, presentavo all’umile suora di Nevers le mie preghiere e le parlavo di tante persone bisognose di una carezza da parte di Dio. [dGL]

giovedì 23 maggio 2019

Il Vangelo fa notizia!

«Lo avete fatto a me» (Mt 25, 40).
La notizia è su quasi tutti i giornali!
Eppure si tratta di una frase risalente a quasi 2000 anni fa.

È contenuta tra le pagine di un libro insieme a tante altre frasi.
Il libro si chiama “Vangelo”.

Il versetto in questione è tratto da un discorso di Gesù e nella sua interezza suona così: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me».

Improvvisamente questa Parola di Gesù è uscita dal Vangelo e ha cominciato a girare per le strade e a incontrare la gente.

L’effetto dell’incontro è sorprendente!

«Lo avete fatto a me» sveglia anche le coscienze più assonnate, mandando in crisi un sistema che tende a presentare come giuste l’indifferenza, la durezza di cuore, la mancanza di pietà e compassione.

Gesù dice: «Lo avete fatto a me», e noi torniamo a vedere il nostro prossimo e lo scopriamo maltrattato, offeso, umiliato, emarginato, scartato,... imprigionato.

Adesso lo vediamo ovunque il nostro prossimo: può essere nostro fratello, nostra madre, nostro padre, una persona malata, una persona che gioisce, un amico, uno sconosciuto che incontriamo per strada,... un nemico. Sì, possiamo farci prossimi a chiunque, pure ai nostri nemici!

Se ci trovassimo in mezzo al mare e ci fosse uno in pericolo di vita, anche lì vedremmo semplicemente il nostro prossimo e non esiteremmo a salvarlo!

«Lo avete fatto a me» significa che quando vediamo persone che dormono sulle panchine o buttate agli angoli delle strade, proviamo a metterci nei loro panni e non ci sentiamo troppo bene,...

«Lo avete fatto a me» richiama a tutti l’importanza della solidarietà umana.
E quanto è importante educare alla solidarietà umana!
È proprio grazie alla solidarietà umana che tanti uomini e donne si prendono a cuore la situazione dei loro familiari, dei vicini di casa, di persone lontane, dei più piccoli, degli ultimi e degli scarti della società,...

«Lo avete fatto a me» richiama a tutti l’importanza della condivisione!
E quanto è importante educare alla condivisione!
È proprio grazie alla condivisione che ciascuno mette a disposizione della comunità i suoi talenti perché tutti possano trarne beneficio.
È proprio grazie alla condivisione che ai poveri non manca il pane quotidiano e l’assistenza sanitaria,...

«Lo avete fatto a me» richiama a tutti la necessità del volontariato!
E quanto è importante incoraggiare il volontariato!
Le associazioni oggi faticano a rimanere in piedi e a trovare nuovi volontari, eppure crescono le richieste di intervento da parte di chi vive in situazioni di disagio.

«Lo avete fatto a me» è una buonissima notizia per la realtà in cui viviamo: essa ci rincuora nella nostra ordinaria azione di uomini e di cristiani e ci mantiene svegli quando la nostra coscienza rischia di addormentarsi in una falsa pace!

Speriamo che questa Parola straordinaria ci porti a uscire incontro al prossimo per alleggerire la sua solitudine e la sua povertà e rispondere al suo estremo bisogno di prossimità! [dGL]

mercoledì 22 maggio 2019

Cristiani come i Santi

«Stando una volta alla Santa Messa, questa nostra Beata Rita a Cascia, nella chiesa delle Reverende Madri di santa Maria Maddalena, le s’improntarono talmente nell’intelletto suo queste sante parole: “Ego sum Via Veritas et Vita” (“Io sono la Via, la Verità e la Vita”), che... le cominciò talmente a considerare, che da quell’hora incominciò ferventissimamente ad amare questo Gesù, ed a servirlo... L’era giusto un dire che non poteva verità dire se non parlando con Lui, né poteva vivere se non con Lui, né poteva camminare se non con Lui, né insomma mai adoprare bene alcuno senza Lui... Perciò abbracciò e strinse strettamente il suo dolce Gesù» (citazione tratta da Antonio Maria Sicari, Il grande libro dei ritratti di Santi, Jaca Book).

Il 22 maggio ricorre la memoria di Santa Rita da Cascia, Santa a cui dalle nostre parti siamo molto devoti.

Mi piace durante le omelie fare riferimento alla biografia dei santi, che di volta in volta ricordiamo, e mi piace descriverli con particolari che ci possono aiutare a vederli e sentirli vicini.

Stamattina, preparandomi alla celebrazione della Messa, mi sono immerso nella lettura del ritratto di Santa Rita composto da Antonio Maria Sicari e ho trovato parole illuminanti per la mia vita.

Santa Rita, come Sant’Antonio abate, San Francesco e chissà quanti altri Santi, è stata raggiunta dalla Parola di Dio mentre stava partecipando alla Messa. Una parola di Gesù le si è impressa «nell’intelletto»: «Io sono la Via, la Verità e la Vita» (Gv 14, 6) e, a partire dalla considerazione di questa Parola, cominciò ad amare Gesù e a servirlo.

L’episodio della vita di Santa Rita mi ha fatto pensare a quanta attenzione noi cristiani dedichiamo effettivamente all’ascolto e alla considerazione delle sante parole di Gesù.

Siamo convinti di seguire Gesù, ma effettivamente non conosciamo le sante parole di Gesù, perché non abbiamo mai letto integralmente il Vangelo.

Oppure lo abbiamo letto una volta e ce lo ricordiamo a malapena.

La scarsa conoscenza del Vangelo genera la situazione paradossale di quelli che si dichiarano cristiani, ma poi con le parole e con le opere dimostrano di non avere idea di cosa significhi essere cristiani. Evidentemente a queste persone non è chiaro che per il cristiano Gesù è la Via, la Verità e la Vita. Gesù non è un’immagine o un personaggio letterario o cinematografico, ma una persona viva e contemporanea di ogni uomo, un Buon Pastore che ci guida, se lo seguiamo come umili discepoli.

Ogni giorno siamo testimoni di gesti autenticamente evangelici, ma nel considerarli, anziché affidarci al nostro cuore e gioire per il bene che vediamo, ci affidiamo a opinionisti in malafede, che ci offrono verità distorte o parziali insinuando in noi il dubbio che sia tutto falso e che anche i santi siano in malafede.

I gesti dei santi sono sconvolgenti, questo è vero, ma dovrebbero accendere in noi il desiderio di una sana imitazione e non scatenare una rabbia cieca perché ci accorgiamo di non essere capaci della stessa radicalità evangelica.

Si può contestare per tutta la vita la lavanda dei piedi (Gv 13, 1-20) e restare scandalizzati per un Dio che si fa così prossimo da essere servo, ma quel gesto ha mosso, muove e muoverà moltissime persone a fare la stessa cosa per amore di Gesù e d’ogni uomo.

Animati dalle migliori intenzioni, possiamo consigliare a una persona di pensare più a se stessa, distogliendola dal prendersi cura di anziani, malati, poveri,... Ma il suo restare salda nel fare il bene, nel vivere la carità, nel prendersi cura del bene degli altri, muove e muoverà i suoi figli, i suoi nipoti, i suoi amici a fare altrettanto!

Così possiamo scandalizzarci e gridare all’ingiustizia quanto vogliamo di fronte a un uomo che rinuncia alla sua parte di eredità pur di non litigare con suo fratello o con sua sorella, ma quel gesto muoverà altri all’imitazione e alla liberazione dall’avidità e dall’avarizia.

Il Vangelo lo possiamo considerare difficile, impraticabile, irraggiungibile, impossibile, ma già nel momento in cui esprimiamo questo parere o giudizio, il Vangelo ci sta migliorando: ci sta mostrando che la nostra vita può essere più bella per grazia di Dio! Lasciamoci attirare dall’amore di Cristo!

Santa Rita viene invocata per le grazie impossibili.

C’è una grazia che per l’uomo rischia d’essere più impossibile di tutte le altre: la conversione del cuore a Gesù. Chiediamo a Santa Rita di pregare per la nostra conversione del cuore a Gesù; perché anche noi, come lei, possiamo finalmente abbracciare e stringere strettamente il nostro dolce Gesù! [dGL]