lunedì 22 giugno 2026

La pagliuzza e la trave

Il Vangelo si lega a persone e momenti ben precisi: ad esempio, da quella volta nel refettorio delle Suore Teresiane a Ripatransone, la pagliuzza e la trave (Mt 7, 1-5) – nei miei ricordi – sono legate a don Domenico e suor Concetta.

Due missionari, uno in Camerun, l’altra – insieme a suor Carmela – nelle Filippine.
Due che quando sono partiti dall’Italia non erano più tanto giovani.
Due che in missione hanno raccontato, testimoniato e visto Dio e la Sua Buona Provvidenza all’opera!

In quel tempo, durante il pranzo nel refettorio delle suore, erano frequenti le “visite” di suor Concetta, che veniva a salutarci e a riprendere con don Domenico, cappellano delle Suore, i temi del Vangelo del giorno.
E quel giorno era il giorno della pagliuzza e della trave…
«Don Domenico, non ho capito bene stamattina la storia della pagliuzza e della trave», esordiva sorridendo suor Concetta. E allora don Domenico ricominciava a spiegare il Vangelo con la sua consueta pazienza, ma anche con un po’ d’ironia. Così, ogni volta, ne nascevano dei simpatici siparietti, che facevano sorridere me e padre Aro.
Sorridevamo e imparavamo.

Imparavamo che non esiste una Parola di Dio “teorica”, ma sempre una Parola di Dio che s’incarna e, nell’oggi di ciascuno, diventa benedizione, fiducia, dolcezza, simpatia, amicizia, amore, pace, gioia, speranza!
Non esiste una Parola di Dio “ferma”, ma la Parola di Dio è sempre in moto e muove!
Non esiste una Parola di Dio che si legge per sapere, ma la Parola di Dio si legge sempre per vivere!

Così è stato per suor Concetta e suor Carmela, partite per le Filippine senza conoscere neanche la lingua inglese, così è stato per Don Domenico, partito per la missione in Camerun, così è per me e per ogni cristiano!

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