mercoledì 24 giugno 2026

Nuovo


Inizia qualcosa di nuovo e non si può negare che sia nuovo: nasce un bambino. E nasce quando nessuno ormai più se l’aspetta. Meraviglia, stupore, novità, gioia, tenerezza e festa subito irrompono nella vita di tutti: genitori, nonni, parenti, amici, conoscenti,…

Ma subito inizia il discorso delle somiglianze,
subito si inizia a guardare quel bambino come i tanti bambini già visti, già noti
e anche lui nella mente di tutti inizia a essere pensato come uno che percorrerà le stesse vie, gli stessi cammini di tutti gli altri.

Poi arriva il momento di dargli un nome. E l’usanza dice di prendere un nome che dia già una qualche garanzia o che sia di buon auspicio perché era il nome di qualcuno che vivendo ha lasciato un buon ricordo di sé.
Così quando la madre e il padre annunciano che il nome sarà Giovanni, la prima obiezione è che non c’è nessuno nella parentela che abbia quel nome.

Sembra che la novità debba in qualche modo essere indirizzata, come se fosse necessario farle prendere fin da subito una certa piega. Ed è per il nostro bene che va indirizzata; sono, infatti, le persone più vicine a suggerire un nome “sicuro”: «Perché chiamarlo Giovanni, quando Zaccaria è un nome così bello?» (cfr. Lc 1, 59).

Ma colui che ha parlato con l’Angelo (Lc 1, 11-20) sa qual è il nome del bambino e ricorda bene la novità che l’annuncio ha portato nella vita sua e di sua moglie Elisabetta: sono diventati madre e padre!
E chi può dimenticare un evento tanto grande?
Zaccaria scrive il nome di Giovanni su una tavoletta.
Giovanni è nuovo!
Zaccaria ed Elisabetta lo donano a noi perché quella novità sia anche per noi invito a non riprodurre automaticamente il passato, ma a ricevere il presente da Dio ogni giorno come un dono totalmente nuovo, nuovo come sempre nuovo è l’amore!

Non è facile accogliere il presente come una novità!
Viene spontaneo abituarsi al passato e vivere il presente come una sorta di ripetizione.
Non è facile custodire uno sguardo capace di meraviglia di fronte a ogni oggi!
Capita con l’oggi quello che capita con Giovanni: non finisce a sorgere il sole e io già mi aspetto che la giornata sia come tutte le altre, come un film già visto…

Il Vangelo di oggi (Lc 1, 57-66. 80) mi invita a riconoscere che nuovo è ogni istante, nuova è sempre ogni persona e nuovo sarà anche il mio sguardo, se chiedo a Dio continuamente di rinnovarlo!

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