Conosco
un luogo in cui non ci si sceglie, non si fa selezione, non ci sono limiti
d'età, non ci sono barriere o gradini, non ci sono un primo e un ultimo, non ci
sono un più grande e un più piccolo, non ci sono un forte e un debole, ma solo
fratelli e sorelle amati dal Signore.
Conosco
un luogo in cui ci si vede e si è visti non per le cose che produciamo o le
ricchezze che portiamo, ma semplicemente per quello che siamo; e siamo tutti
belli, molto belli, bellissimi!
Conosco
un luogo in cui non puoi prendere l'iniziativa di dire "tu sì e tu no", ma ognuno ha diritto di entrare e
rimanere.
Conosco
un luogo in cui VEDERE l'altro mi fa capire chi sono io e mi mette in moto per
prendermi cura dell'altro. Così scopro di essere RICCO, ma un ricco strano: un ricco di cose da donare, ma
un ricco di cose che ricevo. Scopro che in quel luogo ognuno ha una ricchezza
che può dare tutta intera e, donandola, si moltiplica, cresce a dismisura, in
modo inimmaginabile.
Conosco
un luogo dove possono anche sorgere difficoltà, incomprensioni, invidie,
gelosie, litigi, ma se non ci si ferma all'incomprensione, al malumore, al
litigio,... se non si ritiene l'incomprensione una barriera insormontabile, poi
si cerca la via comune e si torna a camminare insieme con ancor più fiducia nella
comunità.
Per
trovare questo luogo, basta essere cercatori di VITA!
Oppure
occorre essere persone che si sono annoiate di quell'altra vita, la vita delle
selezioni continue, la vita della competizione a tutti i costi e per tutti i
posti, la vita dove vali perché "hai" e non perché "sei",
la vita in cui vale solo chi garantisce produttività ed efficienza, quella dove
i deboli sono "scarti" da gettare via, quella dove, dopo una certa
età, non servi più e ti mettono da parte...
Viene
il momento in cui questo tipo di vita ti annoia o ti ferisce; perché è vero che
in quel tipo di vita tu hai il potere di "scartare", ma è anche vero
che qualcun altro ha il potere di "scartarti". È vero che hai il
potere di scegliere con chi stare, ma è anche vero che, a tua volta, puoi
rimanere escluso da quelli con cui tu vorresti stare.
E
mentre l'esclusione fa sempre morire, l'accoglienza fa RISORGERE e VIVERE,
vivere insieme.
Questo luogo che conosco
è la Parrocchia, un luogo APERTO, una casa accogliente, un giardino dove tutti
possono fiorire e portare frutto!
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