Facciamo
silenzio prima di ascoltare la Parola,
perché
i pensieri siano già rivolti alla Parola.
Facciamo
silenzio dopo l’ascolto della Parola,
perché
questa ci parla ancora,
perché
viva e dimori in noi.
Facciamo
silenzio la mattina,
perché
Dio deve avere la prima parola,
facciamo
silenzio prima di coricarci,
perché
l’ultima parola appartiene a Dio.
Facciamo
silenzio non per amore del silenzio,
ma
per amore della Parola.
(Dietrich
Bonhoeffer)
«Facciamo silenzio prima di ascoltare la
Parola,
perché i pensieri siano già rivolti alla
Parola».
In
seminario mi hanno insegnato a prendermi il tempo di entrare in preghiera e ho
constatato che prepararmi a pregare, prepararmi ad ascoltare Dio che mi parla,
fa davvero la differenza.
A volte
la fretta di concludere mi mette fretta anche nell’iniziare e, mentre prego,
sento solo quello che voglio sentire o quello che posso sentire nel frastuono
ancora vivo delle voci precedenti.
Quanto
bene mi ha fatto vivere l’ingresso in preghiera in quei primi giorni di seminario
e in quei primi anni! È questo buon ricordo che mi salva quando mi trovo un po’
disorientato per esperienze non troppo positive!
Quando
trascuro l’ingresso in preghiera una volta o più volte, è quel buon ricordo a
darmi la spinta per ricominciare!
Aver
gustato qualcosa di bello e di buono ci salva e ci fa tornare, ci fa ritrovare
la via del bene!
«Facciamo silenzio dopo l’ascolto della
Parola,
perché questa ci parla ancora,
perché viva e dimori in noi».
Quando
termina l’esecuzione di un brano al pianoforte, sento l’ultima nota che suona e
rimane nell’aria e l’applauso sembra rimanere sospeso, come se ciascuno scegliesse
di non voler interrompere l’ascolto finché nel silenzio quell’ultima nota non abbia
finito di parlare.
Facciamo
silenzio per ascoltare ancora, per ascoltare meglio, per ascoltare fino in
fondo.
Anche
di questo ho fatto e faccio buona esperienza: se resto un po’ con la Parola
ascoltata, prima di mettermi a dire, prima di scrivere, prima di riprendere le
attività quotidiane,… la vedo fiorire, la sento continuare a dire e scendere
sempre più nel profondo.
La
Parola trova casa in me quando il rumore mio e del mondo non la copre, non le
si oppone.
«Facciamo silenzio la mattina,
perché Dio deve avere la prima parola».
Bella
questa “precedenza” di Dio!
«Noi amiamo perché egli ci ha amati per
primo»,
scrive l’evangelista Giovanni (1Gv 4, 19).
Così
mi viene spontaneo dire:
Noi
parliamo perché Tu ci parli per primo!
Che
bello riconoscere che sei Tu a rivolgerci la parola al mattino appena ci
svegliamo.
Che
bello cercarti appena svegli e dire così che non possiamo nulla senza di Te,
senza la vita che viene da Te!
Che
bello poter attingere le mie parole dalla Tua prima parola ogni mattina!
«… facciamo silenzio prima di coricarci,
perché l’ultima parola appartiene a Dio».
La
mia ultima parola, prima di coricarmi, a volte è una parola di soddisfazione,
altre volte di gratitudine, a volte di tristezza, paura, rimpianto, a volte di gioia
e di pace, a volte di rabbiosa insofferenza o impazienza.
Ma
non è la mia l’ultima parola della giornata: l’ultima parola, come la prima, è
sempre la Tua, Signore!
E la
Tua Parola è sempre – per me e per ciascuno – Parola che salva, Parola che benedice,
Parola che perdona, rinfranca, ridona speranza, fa risorgere!
«Facciamo silenzio non per amore del
silenzio,
ma per amore della Parola».
Il
silenzio di per sé preoccupa, annoia, fa male, inquieta.
Se
facciamo silenzio è perché siamo certi di essere alla presenza di Dio che ci
parla, siamo certi di ascoltare la Parola di Colui che ci ama, la Parola che ci
fa vivere.
Perciò facciamo silenzio
non per amore del silenzio, ma per amore di Dio che, poiché ci ama, ci parla!

Nessun commento:
Posta un commento