«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Simeone ha visto
Gesù!
L’attesa di Gesù e
poi l’incontro con Gesù hanno fatto della sua vita una vita buona, una vita
vissuta nel desiderio di fare la volontà di Dio; Simeone è “uomo giusto e pio”.
Eppure Simeone – a
cui noi diciamo: “Beato te, che hai tenuto in braccio Gesù!” – oggi ci direbbe:
“Beati voi, perché non solo vedete Gesù e avete la possibilità di ascoltarlo,
ma addirittura potete nutrirvi di Lui, facendo la comunione!”.
Simeone non poteva
sapere o prevedere quello che noi oggi sappiamo di Gesù. Simeone è pieno di
gioia perché incontra il Salvatore che attendeva da tutta la vita!
E noi?
Ci rendiamo conto
della beatitudine che viviamo?
Ci rendiamo conto
della luce del Cristo risorto che sta illuminando la nostra vita dal giorno del
nostro Battesimo?
Viviamo alla Sua
luce?
Lasciamo che la Sua
luce illumini la nostra vita?
E allora ti invito a
chiedere la grazia che la luce di Cristo, simboleggiata da queste candele che
abbiamo acceso stasera, possa illuminare ogni tua giornata per vedere l’amore e
il bene che ricevi da Dio e dal prossimo, perché senza la luce di Cristo, le
tenebre del male, che fai o che ricevi quotidianamente, le delusioni, i
malesseri, le arrabbiature, le cattive notizie, le sofferenze,… rischiano di
oscurare la verità più grande che è l’amore di Dio per te e di farti cadere
nella tristezza, nella rassegnazione, nella disperazione che ti toglie le forze
anche di fare quel bene che è alla tua portata…
E ti invito a
chiedere la grazia che la luce di Cristo possa illuminare ogni tua giornata per
farti vedere tutte le occasioni di bene che incontri dalla mattina alla sera,
per poter vivere sempre più alla maniera di Cristo, per lasciare che la Sua
presenza viva in te possa tradursi nel tuo pensare, parlare, agire, sempre più
alla maniera di Cristo e sempre meno alla maniera del mondo.
Oggi è la giornata
in cui si prega in modo particolare per la vita consacrata.
Ti invito, allora, a
pregare per tutte le persone consacrate che hai incontrato nella tua vita. Ti
invito a guardare queste persone e a non discuterle.
Guarda la suora di
clausura, la sua vita, la sua preghiera, le sue scelte,… il silenzio che
caratterizza molte ore della sua giornata… Quella vita dice a te che nel
silenzio c’è un tesoro prezioso e allora anche tu, guardando la suora di
clausura, prenderai un minuto o qualche tempo di silenzio ogni giorno e non
avrai paura del silenzio, ma comincerai a sperimentarne la bontà.
Guarda il frate e i
suoi voti di povertà, castità, obbedienza.
Guardali e non
discuterli.
Il frate con i suoi
voti ti dice che la povertà è un tesoro prezioso, che i beni di questo mondo
non possono diventare il fine della tua vita, ma c’è sempre qualcosa e qualcuno
che è più grande.
Guarda il frate e il
suo voto di castità.
Guardalo e non discuterlo.
Ti dice che l’altro
non ti appartiene, che l’amore è offerta totale di te senza condizioni e senza
misura, alla maniera di Cristo, che il tuo amore non può chiudersi nelle mura
domestiche ma desidera riversarsi su tutti quelli che busseranno alla tua
porta,…
Guarda l’obbedienza
del frate e non la discutere.
In un mondo che
esalta la disobbedienza, che educa all’individualismo, ti fa bene vedere
qualcuno che in tutto quello che fa sceglie di obbedire a Dio e al suo
superiore nelle più piccole necessità come nelle più grandi…
Guarda alla vita
comunitaria, alla famiglia, alla società, al lavoro, alla piazza,… non come
luoghi di insofferenza, impazienza, tensione ma come luoghi in cui portare la
luce di Cristo che è vivo e cammina con te!
La luce di Cristo non toglierà le difficoltà e non
renderà la tua Via Crucis una via da percorrere in modo spensierato e senza
alcuna fatica, ma ti terrà in piedi e ti permetterà di camminare con fiducia in
Lui che ti ha scelto.
[Omelia per la Presentazione di Gesù al tempio – 2
febbraio 2026]
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