domenica 31 maggio 2026

Gesù l'amico! Gesù l'amato!


Cos’è un’amicizia?
Cos’è un amore?
È semplicemente e pienamente e meravigliosamente e misteriosamente la vita!
È accorgersi gradualmente, in una gradualità che ti prende ogni giorno di più, che lì c’è la pienezza della tua vita e della vita di ciascuno. E ci si accorge di questo perché si accoglie l’altro e accogliendolo lo si conosce.
 
Questo vale anche per l’amicizia con Dio!
Dio potrebbe scegliere di AFFIDARSI a ciò che tu intuisci di Lui e allora verrebbe fuori un’immagine che, per quanto possa essere realistica, rimarrebbe sempre un’immagine.
Siamo certi che la fotografia di Federico non è Federico e la fotografia di Diletta non è Diletta!
Così l’immagine che posso costruire di Dio, per quanto perfetta, non sarà mai Dio.
Ecco l’esperienza di Mosè, di Paolo, di Nicodemo, di Gian Luca, di Federico, di Diletta,… di ciascuno: fare continua e sempre nuova conoscenza dell’ALTRO e conoscerlo VIVO, come uno che cammina con me! E così poter dire ogni volta a Dio e all’amato o all’amata: «Ti amo ogni giorno di più: oggi molto più di ieri, ma molto meno di domani!».
 
L’esperienza di Mosè e del popolo somiglia a quella di un innamorato che vuole apparire perfetto agli occhi del suo AMATO o della sua AMATA. E fa di tutto per apparire nella sua immagine e forma migliore, perché TEME, forse addirittura è TERRORIZZATO, che se l’amata o l’amato scoprisse quella sua caratteristica o quel suo difetto, certamente FUGGIREBBE… E allora si fanno sforzi immani per cambiare, per nascondere, per migliorare tendendo a una disumana perfezione… tutto perché egli o ella mi ami… E poi, vivendo e camminando insieme, si scopre che l’altro è lì e non fugge di fronte al mio limite; l’altro addirittura è «lento all’ira, ricco di amore e di fedeltà» (Es 34, 6).
 
Gesù l’amico!
Gesù l’amato!
Come somiglia a Gesù l’amato o l’amata mia!
E come somiglio io a Gesù per l’amata o l’amato mio!
E così per l’amico e l’amica mia!
 
E fare esperienza di questo amore di Dio STUPISCE, SCONVOLGE, SOMMERGE, come dice Emily Dickinson:

«Come se chiedessi una comune elemosina

e nella mia mano stupita
uno sconosciuto chiudesse un regno
e io restassi sconvolta –
come se domandassi all’oriente
se per me avesse un mattino –
ed esso sollevasse le sue dighe purpuree
e mi sommergesse d’aurora!» (Emily Dickinson, 323)
 
Come mi STUPISCE un Dio che desidera rivelarsi a me e nel rivelarsi mi si dona tutto intero: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito,…» (cfr. Gv 3, 16-18)!

Come mi SCONVOLGE, cosciente dei miei limiti e fragilità, un Dio che, conoscendomi e sapendo tutto di me, non se ne va, ma addirittura, nel momento del peccato più grande (la costruzione del vitello d’oro), viene e PROCLAMA la Sua identità: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco d’amore e di fedeltà» (cfr. Es 34, 4b-6.8-9)!

Come mi SOMMERGE la vita nuova che ho ricevuto nel Battesimo, tanto da poter ASPIRARE a vivere la stessa vita di Cristo: «Siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi» (cfr. 2Cor 13, 11-12)!

 
Cari Federico e Diletta,
grazie a Dio e grazie alle vostre famiglie e a tante persone buone che vi vogliono bene – e molte oggi sono qui – avete fatto una buona esperienza della vita, dell’amicizia e dell’amore; custoditela, ricordatela, donatela e chiedete ogni giorno a Dio la grazia di VEDERE il tesoro, la perla preziosa, perché i vostri cuori siano pieni di gratitudine e possiate insieme essere gioiosi, tendere alla perfezione che è l’amore di Cristo, farvi coraggio a vicenda e avere in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù!

La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con voi!

[* Omelia per il matrimonio di Federico e Diletta, Domenica 31 maggio 2026, Chiesa di San Giovanni Battista, Grottammare]

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