Stamattina
ero alla presentazione del libro "Eravamo due ragazzi" di Antonella
Roncarolo e sono stato molto felice di esserci!
E
adesso non vedo l'ora di leggere il libro, che ho preso al termine della
presentazione!
I
motivi della mia felicità sono moltissimi!
Qui
ora provo a raccontarne alcuni...
i)
Sono felice perché il cineteatro San Filippo Neri era pieno di persone (tutti i
posti a sedere erano occupati e c'era anche gente in piedi)! Segno che
tantissime persone "sentono" battere forte il cuore quando si
racconta la vita, la solidarietà, l'amore che si riceve e si dona!
ii)
Sono felice perché è stata raccontata una storia che è la storia di tanti, anzi
di tutti: è anche la mia e la tua storia perché in questo mondo
"sbarchiamo" tutti come stranieri e il nostro primo giorno di vita
(il primo giorno di tutti noi) è un giorno in cui abbiamo fatto esperienza di
un'accoglienza e di una tenerezza e di una cura che se non ci fossero stati,
non saremmo sopravvissuti. Mi hanno raccontato che per un bimbo, subito dopo il
parto, sono necessari asciugamani caldi e immagino avvenga la stessa cosa
quando tanti nostri fratelli e sorelle sbarcano sulle coste d'Italia, bagnati e
infreddoliti dopo giorni trascorsi in mare.
Quando
veniamo al mondo siamo così piccoli e fragili che se ci mancassero quelle cure
immediate, non potremmo sopravvivere! E la stranezza è che appena iniziamo a
sentirci "grandi" (e accade già quando abbiamo soltanto tre o quattro
anni), dimentichiamo di essere polvere, di essere fragili, di essere stati
"piccoli" e trascuriamo di ringraziare per la cura che riceviamo ogni
giorno e trascuriamo di offrire cura a chiunque incontriamo.
E
la cura è vitale a tutte le età: se uno ti trascura, anche a quarant'anni e nel
pieno delle tue forze, una parte di te la senti un po' morire.
E
così mi fa sempre bene fissare lo sguardo su realtà che mi ricordano quanto
sono piccolo e fragile e quanto grande è il bene che possiamo fare gli uni per
gli altri, semplicemente esercitando il nostro cuore all'ascolto e il nostro
sguardo alla benevolenza, alla fiducia, all'accoglienza!
iii)
Sono felice perché stamattina s'è detto e s'è visto bene che ognuno di noi è
dono per tutti gli altri! È stato molto bello sentire e vedere nelle persone che
hanno preso la parola la consapevolezza d'essere un dono, consapevolezza
acquisita anche grazie all'incontro con persone buone.
E
io li ringrazio tutti per avermelo ricordato anche oggi, perché facilmente,
immerso nei miei impegni e pensieri quotidiani, mi considero un problema e
arrivo anche a considerare l'altro un problema, e così tutto prende una piega
di sfiducia, di malumore, di lamentela, di lotta per la sopravvivenza mia,
anche a scapito dell'altro.
iv)
Sono felice perché nella Chiesa vedo realizzarsi la fraternità, l'uguaglianza,
la comunione! E questo mi rincuora! È stato bello ed entusiasmante stamattina
vedere in sala e sul palco persone di ogni parte della terra, persone che si
guardavano con simpatia, con stima, con gioia, con commozione!
Nessun commento:
Posta un commento