Ieri
sera, mentre facevo cena, ascoltavo le notizie del bombardamento in Iran e mi
pareva così strano essere lì a mangiare mentre scorrevano le immagini, le
notizie, le parole, i commenti, le opinioni,… così dure, così prive di pietà
per uomini, donne, bambini,…
E
ho pensato all’uomo e anche all’uomo che sono io.
Ho
pensato che posso scegliere in ogni momento di vivere una vera e propria
trasfigurazione al contrario: Gesù diventa così luminoso, così bello da farti desiderare
di rimanere lì con Lui per sempre («Signore,
è bello per noi essere qui!») e l’uomo può scegliere in ogni momento di
farsi così brutto, così tenebroso, così cupo, violento e duro da non essere più
riconosciuto da quelli di casa, dai suoi, dagli altri uomini,… tanto che tutti
fuggono al solo sentirne il nome o la notizia del suo arrivo.
In
ogni momento può accadere anche a me di perdere – E SEMPRE PER SCELTA MIA – la
così bella somiglianza con Dio, che mi caratterizza fin dalla creazione.
Dio
che, dopo essersi trasfigurato davanti a me, dopo avermi manifestato tutta la
Sua gloria, torna a essere ai miei occhi «Gesù
solo»; Dio torna a essere Colui a cui io somiglio («È Dio e mi assomiglia»,
scrive Sartre).
Gesù
mi dice che gli somiglio in tutto, eccetto il peccato, mi dice di ALZARMI e NON
TEMERE, perché il mio cuore può RINNOVARSI continuamente nel Suo amore, se mi
metto in ascolto di Lui!
Gesù
mi dice che SONO ANCH’IO FIGLIO AMATO!!!
E
io oggi non posso fare a meno di chiedermi:
Cosa
ho fatto della mia bellezza di figlio amato?
Cosa
ne sto facendo, qui e ora?
Cosa
sarà di me, dopo?
Trump,
Putin, Netanyahu, Khamenei,… mi dicono di un modo di fare e di vivere che
INVECCHIA, di una vita e di un potere che più passa il tempo e più SI VA
DISFACENDO, si va sciogliendo come neve al sole… mi dicono di un amore che nel
tempo s’è perso, di una somiglianza con Dio che È STATA VENDUTA o BARATTATA per
il potere, per il denaro, per la fama e così s’è trasformata in TERRORE, causa
di pianto, sofferenze, morte,…
Guardando
loro, oggi mi chiedo e ti chiedo:
Che
ne è della tua innocenza di bambino?
Che
ne è della tua tenerezza?
Che
ne è della tua bellezza?
Che
ne è della tua somiglianza con Dio?
Sul
monte Tabor, Pietro, Giacomo e Giovanni vengono “rapiti” dalla bellezza dell’amore
di Dio, un amore sempre luminoso e semplice, un amore che si rinnova sempre e
non invecchia, un amore che ti fa desiderare di FARE CASA LÌ, anche se lì con
te non hai portato niente: sai bene, però, di aver incontrato il Tutto e senti
chiaro che non ti verrà a mancare niente («Il
Signore è il mio pastore, non manco di nulla»).
«Alzando gli occhi non videro nessuno,
se non Gesù solo»
(v. 8).
Tra
poco anche tu alzerai gli occhi e vedrai Gesù, qui sull’altare.
Chiedigli
oggi la grazia di gustare profondamente la Sua amicizia, la Sua compagnia;
chiedigli di vincere la paura che sia “TROPPO” per te ASCOLTARLO, che sia “TROPPO”
per te SEGUIRLO; chiedigli di lasciarti “rapire”, oggi e sempre, dalla Sua
bellezza, dal Suo amore per te, dal Suo fare comunione con te!
Se
vuoi, puoi farlo con le parole di San Francesco:
«Rapisca, ti
prego, o Signore,
l’ardente e
dolce forza del tuo amore
la mente mia da
tutte le cose che sono sotto il cielo,
perché io muoia
per amore dell’amor tuo,
come tu ti sei
degnato morire
per amore dell’amor mio» (Preghiera “absorbeat”,
FF 277).

Mi piace questa lettura
RispondiElimina