Mt
25, 31-46
Sulla
Bibbia edizione Ancora questi versetti vengono intitolati "Il giudizio
definitivo", ma io li intitolerei "Il senso della vita". E
questa pagina non parla di un uomo generico ma parla di me, di quello che ho
vissuto, di quello che sto vivendo, di quello che vivrò e di quello che scelgo
di fare nella vita.
Ieri,
mentre predicavo a un funerale, mi accorgevo, predicando, che quelle famose
parole che tutti ormai conosciamo a memoria "...
ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da
bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi
avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi" (Mt 25,
35-36) contengono la risposta alla domanda: "Com'è che sono vivo?".
Sono
nato nudo e qualcuno subito mi ha vestito, sono nato affamato e assetato e
qualcuno mi ha dato da mangiare e da bere, sono nato straniero, perché quando
nasciamo siamo tutti stranieri appena sbarcati sul continente della vita, e
sono stato accolto, da piccolo mi ammalavo di frequente e sono stato visitato e
curato tutte le volte, sono stato carcerato perché spesso finivo in punizione,
ma quelle punizioni non si concludevano mai con una squalifica definitiva e
comunque c'era sempre qualcuno che veniva a trovarmi...
Mi
sembra che Gesù mi stia dicendo: "Riconosci cosa ti fa vivere e prenditi
cura della vita di chiunque e ricordati che la tua vita ha avuto, ha e avrà
bisogno di amore e quell'amore non ti è mai mancato".
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