L'importante
è non fermarsi a pensare.
Perché
se ti fermi a pensare, ti accorgi che il mondo che ti sei costruito non sta in
piedi. Le soluzioni che proponi funzionano finché le urli a un pubblico in TV o
sulla piazza, finché le proponi e le difendi con la prepotenza, con le minacce,
con le armi, con la violenza,... ma quando rimani da solo, quando si avvicina
la notte, quando non puoi unirti a un branco ringhiante, senti un brivido
freddo su per la schiena e t'accorgi di quanto è vano, inappropriato, sciocco,
ridicolo il tuo "piano" per salvare il mondo.
Ti
fa paura quel brivido e allora fai in modo di non avere più un momento di
silenzio: tutto il tempo lo riempi di immagini, video, musiche, chiacchiere,...
che devono "motivarti", confermarti; non hai più un momento di
"STOP", ma hai organizzato tutto per non fermarti mai o per arrivare
a sera talmente esausto da addormentarti senza avere neanche il tempo di
pensare alla giornata trascorsa o di dedicare uno sguardo a chi vive con te.
Hai
così paura di sentirti nudo, debole, indifeso, che di fronte a un problema,
nemmeno ti concedi il tempo di riflettere, di osservare, di farti qualche
domanda per vedere se la tua intelligenza e la tua esperienza possono
suggerirti un'idea,...: già hai mobilitato in tuo aiuto tutte le migliori
intelligenze artificiali a disposizione.
Sei
arrivato perfino a convincerti che esiste una soluzione per ogni problema, che
deve esserci sempre qualcuno che può risolvere i problemi della vita o che deve
esserci sempre un colpevole, una volta eliminato il quale, finalmente tu e il
tuo mondo troverete pace. E invece non hai trovato e non troverai pace, in
guerra, come sei, con tutto il mondo e con tutto l'uomo.
In
questa tua corsa folle e inarrestabile, non dimenticarti di BENEDIRE tutte le
pietre d'inciampo che incontri e tutti i "veicoli lenti" che non ti
permettono di sorpassare.
BENEDICI
i bambini che hanno bisogno di tutto e non ti "pagano" niente.
BENEDICI
i ragazzi che, pensando da ragazzi, ti costringono a rivedere i tuoi schemi e
pensieri. E ti mettono in crisi perché non obbediscono ai tuoi
"comandi", e nemmeno ascoltano le tue soluzioni e istruzioni.
BENEDICI
i giovani, che ti ricordano la tua giovinezza, ma ti chiedono di essere per
loro un punto di riferimento quanto a onestà, lealtà, responsabilità,
affidabilità, cura del prossimo e del bene comune: ti ricordano che non vivi
per te stesso, ma sempre per il bene di tutti.
BENEDICI
gli anziani e gli ammalati, che ti costringono a rallentare per andare al loro
passo; BENEDICILI perché ti fanno recuperare il vero passo, quello che ti
permette di guardare, ascoltare, accogliere il mondo e il prossimo, senza
passare oltre.
BENEDICI
i poveri, a cui con tutte le tue idee, soluzioni, giudizi, opinioni, parole,
opere,... non riesci a cambiare la vita: sono uomini come te e ti somigliano;
come te, anche loro hanno dei sogni, un punto di vista, una visione della vita,
una dignità, una libertà,... come te, anche loro ci tengono a esprimere il loro
parere, a comunicartelo, a dialogare con te da uomo a uomo, da pari. E forse
non glielo hai ancora mai concesso davvero.
BENEDICI
chi non la pensa come te, perché ti ricorda che la vita è un po' più del tuo
modo di pensare, vedere, agire.
BENEDICI
tutto ciò che rallenta la tua corsa, tutto ciò che scombina i tuoi programmi,
tutto ciò che ti costringe a rivedere i tuoi piani; BENEDICILO perché ti sta
RIPORTANDO IN VITA!
Dietro
a macchine sempre più sofisticate e veloci, ti stai forse illudendo d'essere
anche tu macchina e stai vivendo da macchina, sempre meno capace di pietà,
compassione, solidarietà e sempre più concentrato sul tuo obiettivo personale,
da raggiungere subito, con ogni mezzo e anche a danno di tutte le altre
macchine.
Ops, mi sono lasciato
prendere dalla foga e ho scritto "macchine"; naturalmente volevo dire
«... a danno di tutti gli altri uomini».
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