giovedì 29 gennaio 2026

Ma tu pensa!

L'importante è non fermarsi a pensare.
Perché se ti fermi a pensare, ti accorgi che il mondo che ti sei costruito non sta in piedi. Le soluzioni che proponi funzionano finché le urli a un pubblico in TV o sulla piazza, finché le proponi e le difendi con la prepotenza, con le minacce, con le armi, con la violenza,... ma quando rimani da solo, quando si avvicina la notte, quando non puoi unirti a un branco ringhiante, senti un brivido freddo su per la schiena e t'accorgi di quanto è vano, inappropriato, sciocco, ridicolo il tuo "piano" per salvare il mondo.
 
Ti fa paura quel brivido e allora fai in modo di non avere più un momento di silenzio: tutto il tempo lo riempi di immagini, video, musiche, chiacchiere,... che devono "motivarti", confermarti; non hai più un momento di "STOP", ma hai organizzato tutto per non fermarti mai o per arrivare a sera talmente esausto da addormentarti senza avere neanche il tempo di pensare alla giornata trascorsa o di dedicare uno sguardo a chi vive con te.
 
Hai così paura di sentirti nudo, debole, indifeso, che di fronte a un problema, nemmeno ti concedi il tempo di riflettere, di osservare, di farti qualche domanda per vedere se la tua intelligenza e la tua esperienza possono suggerirti un'idea,...: già hai mobilitato in tuo aiuto tutte le migliori intelligenze artificiali a disposizione.
 
Sei arrivato perfino a convincerti che esiste una soluzione per ogni problema, che deve esserci sempre qualcuno che può risolvere i problemi della vita o che deve esserci sempre un colpevole, una volta eliminato il quale, finalmente tu e il tuo mondo troverete pace. E invece non hai trovato e non troverai pace, in guerra, come sei, con tutto il mondo e con tutto l'uomo.
 
In questa tua corsa folle e inarrestabile, non dimenticarti di BENEDIRE tutte le pietre d'inciampo che incontri e tutti i "veicoli lenti" che non ti permettono di sorpassare.
 
BENEDICI i bambini che hanno bisogno di tutto e non ti "pagano" niente.

BENEDICI i ragazzi che, pensando da ragazzi, ti costringono a rivedere i tuoi schemi e pensieri. E ti mettono in crisi perché non obbediscono ai tuoi "comandi", e nemmeno ascoltano le tue soluzioni e istruzioni.

BENEDICI i giovani, che ti ricordano la tua giovinezza, ma ti chiedono di essere per loro un punto di riferimento quanto a onestà, lealtà, responsabilità, affidabilità, cura del prossimo e del bene comune: ti ricordano che non vivi per te stesso, ma sempre per il bene di tutti.

BENEDICI gli anziani e gli ammalati, che ti costringono a rallentare per andare al loro passo; BENEDICILI perché ti fanno recuperare il vero passo, quello che ti permette di guardare, ascoltare, accogliere il mondo e il prossimo, senza passare oltre.

BENEDICI i poveri, a cui con tutte le tue idee, soluzioni, giudizi, opinioni, parole, opere,... non riesci a cambiare la vita: sono uomini come te e ti somigliano; come te, anche loro hanno dei sogni, un punto di vista, una visione della vita, una dignità, una libertà,... come te, anche loro ci tengono a esprimere il loro parere, a comunicartelo, a dialogare con te da uomo a uomo, da pari. E forse non glielo hai ancora mai concesso davvero.

BENEDICI chi non la pensa come te, perché ti ricorda che la vita è un po' più del tuo modo di pensare, vedere, agire.

BENEDICI tutto ciò che rallenta la tua corsa, tutto ciò che scombina i tuoi programmi, tutto ciò che ti costringe a rivedere i tuoi piani; BENEDICILO perché ti sta RIPORTANDO IN VITA!

 
Dietro a macchine sempre più sofisticate e veloci, ti stai forse illudendo d'essere anche tu macchina e stai vivendo da macchina, sempre meno capace di pietà, compassione, solidarietà e sempre più concentrato sul tuo obiettivo personale, da raggiungere subito, con ogni mezzo e anche a danno di tutte le altre macchine.
Ops, mi sono lasciato prendere dalla foga e ho scritto "macchine"; naturalmente volevo dire «... a danno di tutti gli altri uomini».

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