venerdì 19 dicembre 2025

"E non m'annoio E no che non m'annoio non m'annoio Io no che non m'annoio non m'annoio no Che non m'annoio no che non m'annoio" (Jovanotti, Non m'annoio)

 

Chi sceglie di "attendere", poi nel frattempo è inevitabile che "prepari"...

E quella di "attendere" è un'esperienza che torna ogni anno in Avvento. Ma non è automatico che io scelga di "attendere": resta sempre una possibilità. Una possibilità che se la scelgo, fa la differenza.

Con il passare degli anni, mi sono accorto che il Natale arriva lo stesso, sia che io lo attenda, sia che io non lo attenda, ma ho notato che quando sono in attesa di qualcosa di bello, tutto ciò che precede quel giorno, si colora di bello, di felicità, di speranza! E questo vale anche per il Natale!

Posso scegliere di attendere ed è una scelta che dipende da me, ma che devo difendere da tutto ciò che spegne l'attesa: le spese, gli sconti, gli acquisti, i regali, le cose da fare,... sembrano darmi già una sensazione di sazietà, di compiuto, addirittura di essere in ritardo. Non è ancora il giorno di Natale ma sono già a posto: per me basta così.

Ma se riesco a difendere l'attesa, se riesco ancora ad attendere...

Nel difendere l'attesa, mi aiuta vedere tutte le persone che attendono e nell'attendere preparano.

Domani (sabato 20 dicembre) si apre il nostro Presepe vivente e tutti i volontari oggi sono all'opera per curare gli ultimi dettagli.
E uno, passando in oratorio e vedendoli, potrebbe pensare che siano in ritardo e che dovevano iniziare prima,...

Ma se questo "passante", fosse passato prima, si sarebbe accorto che da settembre sono all'opera notte e giorno, con il sole e con la pioggia, col caldo e col freddo... nell'attesa.

E nell'attesa preparano...

Attendono e preparano e sembra che non si stanchino mai.

Guardandoli, capisco meglio il Battista che nel deserto ravviva l'attesa e grida: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!» (Mt 3, 2). E lo capisco non come uno che mi sta ricordando o segnalando un obbligo, ma come uno che mi sta rivelando la conseguenza di un'attesa che si va compiendo e allora non posso che preparare per l'Atteso che viene.

E così «non m'annoio» di fare e rifare, di sistemare e risistemare, di pulire e abbellire,...

E chi mi vede mi dice: «Ma che stai facendo? Ma chi stai aspettando?».

E io gli rispondo: «Aspetto il Bambino Gesù e nell'attenderlo, per Lui tutto preparo!».



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