mercoledì 15 aprile 2026

Ciao don Pio!

«Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla» (Salmo 22/23).

Questa è la frase del Salmo 22 che trovate sul ricordino di don Pio. Questa frase m’ha fatto pensare alla sua vita, almeno per quel tratto di strada che ho percorso con lui. M’hanno colpito queste parole perché lui in queste parole ci credeva – ecco, forse l’unica cosa di cui diceva di essere mancante era la salute, ma per tutto il resto era convinto di non mancare di nulla ed era proprio questa convinzione a non permettergli di stare fermo, perché ogni volta si accorgeva che qualcuno mancava di qualcosa e allora subito CORREVA (letteralmente correva: mi pare di poter dire che la sua è stata una vita DI CORSA). Subito correva per provvedere A DARE, a DARE senza misura e prima che l’altro chiedesse aiuto o dicesse di aver bisogno di qualcosa… E tutti intorno eravamo costretti a partecipare a questo suo perpetuo movimento e ci ritrovavamo coinvolti nelle sue avventure… e tu non sempre te ne accorgevi, ma già eri dentro quelle avventure che poi avrebbe raccontato ad altri per mettere in moto anche quelli,…

Ultimamente mi è capitato di riascoltare da lui il racconto dei suoi giorni da vice-parroco di don Marino Catasta, nella Parrocchia San Giovanni Battista a Grottammare. Descriveva quei momenti con parole che erano pennellate e li vedevi tutti in quella stanza della canonica: don Marino, don Pio, i giovani radunati per una catechesi e la signora che affettava lonza, salame, prosciutto… e preparava la merenda con una lieta semplicità d’altri tempi… “Gianlu’, io ho visto la santità!”. E la “santità” era un parroco che in canonica accoglieva tutti, che gli chiedeva di accompagnarlo in macchina nelle case e poi, nel segreto, distribuiva aiuti a chiunque fosse nella povertà o nel bisogno. Un parroco che gli raccomandava sempre: «Non dire mai “non ho tempo” a un povero». E forse il seguito è stato tutto un correre dietro a quel SANTO che aveva incontrato. E mi ripeteva, l’ultima volta qualche giorno prima del ricovero in ospedale: «Un santo! Era un santo!». Ed era tutto felice di averlo incontrato e di potermelo raccontare! E l’ultima volta, lì a casa, mi ha detto: «Non dire mai a un povero “non ho tempo”, così mi diceva don Marino quando ero vice-parroco a San Giovanni».

Ora le cose da dire sarebbero davvero moltissime, anche per me che lo conosco soltanto da otto anni. Mi fermo qui perché so che dal Paradiso don Pio sta già scalpitando perché mi sto dilungando troppo… Sono sicuro che in molti custodiamo un bel ricordo di don Pio e vorremmo raccontarlo perché non vada perduto con il tempo che passa. Allora ho pensato che nei prossimi giorni – chi vuole – può scrivere qualcosa e metterlo nella cassetta della posta della canonica e poi raccoglieremo le testimonianze e faremo un libricino, magari per il suo anniversario… Penso che sarebbe molto bello…

Termino ringraziando il Vescovo e i confratelli che oggi e anche nei giorni scorsi sono stati vicini alla nostra comunità parrocchiale e hanno pregato per don Pio. E ringrazio tutti voi, parrocchiani e amici: don Pio era sempre così felice di magnificare la vostra generosità ed era felice della vostra amicizia e del vostro ESSERCI ed essergli vicino. Gli avete voluto bene e in questi giorni siete corsi qui per dirgli ancora il vostro GRAZIE e questo è bellissimo!

Ringrazio Ada e i familiari di don Pio che hanno vissuto con lui e ringrazio tutti i suoi parenti. Grazie per averlo custodito fino all’ultimo respiro con amore e simpatia, rassicurandolo e rendendogli SERENO il passaggio da questo mondo all’eternità.

Infine desidero dire anch’io il mio GRAZIE a don Pio per avermi voluto bene e per avermi aiutato in questi anni a inserirmi in questa comunità parrocchiale e per avermi donato ogni volta un sorriso con le sue battute sempre sorprendenti. Molti anni fa – forse ero appena diventato prete - ho letto un suo romanzo dove ricorreva una frase che mi sono portato dietro e che mi ritorna in mente di continuo: c’era questo personaggio – mi pare fosse un monaco – che ripeteva ogni volta: «Se lo avessimo amato, lo avremmo compreso». Questa frase mi ha aiutato molto nel tempo e credo mi accompagnerà fino alla fine.

Ciao, don Pio! Ti saluto con una frase di don Francesco Fuschini, un prete scrittore come te: “… sei un uomo che cavalca paradossi evangelici; sei un «puro di cuore»: e chi ti salverà dal Paradiso?”.

3 commenti:

  1. Grazie per averlo anche scritto. Sentirtelo dire in Chiesa .mi ha scosso. Rileggerti .i ha ricordato l' emozione che. I hai fatto provar see. Ringrazio Dio che a noi di risto Re ha dato tre parroci eccezionali: don Marino, don Pio, din Gianluca

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  2. Grazie Don, la tua emozione è stata la nostra.

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