se il chicco di grano...
mercoledì 21 gennaio 2026
L’unica via di salvezza (leggendo 1Sam 17, 32-33.37.40-51)
«Non è forse una contraddizione?»
che
dopo venti secoli di Vangelo gli anni di guerra siano più frequenti degli anni di
pace?
che
sia tuttora valida la regola pagana: «si vis pacem, para bellum»?
che
l’omicida comune sia al bando come assassino, mentre chi, guerreggiando,
stermina genti e città sia in onore come un eroe?
che
nel figlio dell’uomo, riscattato a caro prezzo dal Figlio di Dio, si scorga
unicamente e si colpisca senza pietà il concetto di nemico per motivi di
nazione, di razza, di religione, di classe?
che
l’orrore cristiano del sangue fraterno si fermi davanti a una legittima
dichiarazione di guerra da parte di una legittima autorità?
che
una guerra possa portare il nome di «giusta» o di «santa», e che tale nome convenga
alla stessa guerra combattuta dall’un campo o dall’altro per opposte ragioni?
che
si invochi il nome di Dio per conseguire una vittoria pagata con la vita di
milioni di figli di Dio?
che
venga bollato come disertore e punito come traditore chi, ripugnandogli in
coscienza il mestiere delle armi, che è mestiere dell’uccidere, si rifiuta al «dovere»?
che
sia fatto tacere colui, che per sé soltanto, senza la pretesa di coniare una
regola per gli altri, dichiara di sentire come peccato anche l’uccidere in
guerra?
che
si dica di volere la pace, e poi non ci si accordi sul modo, appena sopraggiunge
il dubbio che ne scapiti la potenza, l’orgoglio, l’onore, gli interessi della
nazione?
che
si predichi di porre la vita eterna al disopra di ogni cosa, e poi ci si
dimentichi che il cristiano è l’uomo che non ha bisogno di riuscire quaggiù?
venerdì 16 gennaio 2026
Il senso della vita
giovedì 25 dicembre 2025
Natale 2025 – Messa della notte
venerdì 19 dicembre 2025
"E non m'annoio E no che non m'annoio non m'annoio Io no che non m'annoio non m'annoio no Che non m'annoio no che non m'annoio" (Jovanotti, Non m'annoio)
Chi
sceglie di "attendere", poi nel frattempo è inevitabile che
"prepari"...
Con
il passare degli anni, mi sono accorto che il Natale arriva lo stesso, sia che
io lo attenda, sia che io non lo attenda, ma ho notato che quando sono in
attesa di qualcosa di bello, tutto ciò che precede quel giorno, si colora di
bello, di felicità, di speranza! E questo vale anche per il Natale!
Posso
scegliere di attendere ed è una scelta che dipende da me, ma che devo difendere
da tutto ciò che spegne l'attesa: le spese, gli sconti, gli acquisti, i regali,
le cose da fare,... sembrano darmi già una sensazione di sazietà, di compiuto,
addirittura di essere in ritardo. Non è ancora il giorno di Natale ma sono già
a posto: per me basta così.
Ma
se riesco a difendere l'attesa, se riesco ancora ad attendere...
Nel
difendere l'attesa, mi aiuta vedere tutte le persone che attendono e
nell'attendere preparano.
Ma
se questo "passante", fosse passato prima, si sarebbe accorto che da
settembre sono all'opera notte e giorno, con il sole e con la pioggia, col
caldo e col freddo... nell'attesa.
Attendono
e preparano e sembra che non si stanchino mai.
Guardandoli,
capisco meglio il Battista che nel deserto ravviva l'attesa e grida: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è
vicino!» (Mt 3, 2). E lo capisco non come uno che mi sta ricordando o
segnalando un obbligo, ma come uno che mi sta rivelando la conseguenza di
un'attesa che si va compiendo e allora non posso che preparare per l'Atteso che
viene.
E così «non m'annoio» di fare e rifare, di sistemare e risistemare, di pulire e abbellire,...
E
chi mi vede mi dice: «Ma che stai facendo? Ma chi stai aspettando?».
lunedì 15 dicembre 2025
Vieni, Signore, re di giustizia e di pace!
don Gian Luca e i catechisti
domenica 14 dicembre 2025
Ciò che udite e vedete
Se
a questo punto tu accetti di udire e vedere, ti accorgerai del Vangelo che accade
e gioirai nel vedere il bene e nel fare il bene!




