mercoledì 4 febbraio 2026

Perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza

«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo 
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
 
Simeone ha visto Gesù!
L’attesa di Gesù e poi l’incontro con Gesù hanno fatto della sua vita una vita buona, una vita vissuta nel desiderio di fare la volontà di Dio; Simeone è “uomo giusto e pio”.
 
Eppure Simeone – a cui noi diciamo: “Beato te, che hai tenuto in braccio Gesù!” – oggi ci direbbe: “Beati voi, perché non solo vedete Gesù e avete la possibilità di ascoltarlo, ma addirittura potete nutrirvi di Lui, facendo la comunione!”.
Simeone non poteva sapere o prevedere quello che noi oggi sappiamo di Gesù. Simeone è pieno di gioia perché incontra il Salvatore che attendeva da tutta la vita!
 
E noi?
Ci rendiamo conto della beatitudine che viviamo?
Ci rendiamo conto della luce del Cristo risorto che sta illuminando la nostra vita dal giorno del nostro Battesimo?
Viviamo alla Sua luce?
Lasciamo che la Sua luce illumini la nostra vita?
 
E allora ti invito a chiedere la grazia che la luce di Cristo, simboleggiata da queste candele che abbiamo acceso stasera, possa illuminare ogni tua giornata per vedere l’amore e il bene che ricevi da Dio e dal prossimo, perché senza la luce di Cristo, le tenebre del male, che fai o che ricevi quotidianamente, le delusioni, i malesseri, le arrabbiature, le cattive notizie, le sofferenze,… rischiano di oscurare la verità più grande che è l’amore di Dio per te e di farti cadere nella tristezza, nella rassegnazione, nella disperazione che ti toglie le forze anche di fare quel bene che è alla tua portata…
 
E ti invito a chiedere la grazia che la luce di Cristo possa illuminare ogni tua giornata per farti vedere tutte le occasioni di bene che incontri dalla mattina alla sera, per poter vivere sempre più alla maniera di Cristo, per lasciare che la Sua presenza viva in te possa tradursi nel tuo pensare, parlare, agire, sempre più alla maniera di Cristo e sempre meno alla maniera del mondo.
 
Oggi è la giornata in cui si prega in modo particolare per la vita consacrata.
Ti invito, allora, a pregare per tutte le persone consacrate che hai incontrato nella tua vita. Ti invito a guardare queste persone e a non discuterle.
Guarda la suora di clausura, la sua vita, la sua preghiera, le sue scelte,… il silenzio che caratterizza molte ore della sua giornata… Quella vita dice a te che nel silenzio c’è un tesoro prezioso e allora anche tu, guardando la suora di clausura, prenderai un minuto o qualche tempo di silenzio ogni giorno e non avrai paura del silenzio, ma comincerai a sperimentarne la bontà.
 
Guarda il frate e i suoi voti di povertà, castità, obbedienza.
Guardali e non discuterli.
Il frate con i suoi voti ti dice che la povertà è un tesoro prezioso, che i beni di questo mondo non possono diventare il fine della tua vita, ma c’è sempre qualcosa e qualcuno che è più grande.
Guarda il frate e il suo voto di castità.
Guardalo e non discuterlo.
Ti dice che l’altro non ti appartiene, che l’amore è offerta totale di te senza condizioni e senza misura, alla maniera di Cristo, che il tuo amore non può chiudersi nelle mura domestiche ma desidera riversarsi su tutti quelli che busseranno alla tua porta,…
Guarda l’obbedienza del frate e non la discutere.
In un mondo che esalta la disobbedienza, che educa all’individualismo, ti fa bene vedere qualcuno che in tutto quello che fa sceglie di obbedire a Dio e al suo superiore nelle più piccole necessità come nelle più grandi…
Guarda alla vita comunitaria, alla famiglia, alla società, al lavoro, alla piazza,… non come luoghi di insofferenza, impazienza, tensione ma come luoghi in cui portare la luce di Cristo che è vivo e cammina con te!
La luce di Cristo non toglierà le difficoltà e non renderà la tua Via Crucis una via da percorrere in modo spensierato e senza alcuna fatica, ma ti terrà in piedi e ti permetterà di camminare con fiducia in Lui che ti ha scelto.

[Omelia per la Presentazione di Gesù al tempio – 2 febbraio 2026]

martedì 3 febbraio 2026

Domande e... risposte

Qualche anno fa ho chiesto ad alcuni giovani amici di inviarmi delle domande a cui avrei provato a rispondere.

Ho raccolto le domande, ma non ho mai iniziato a rispondere.
 
Oggi le ho rilette e ho cominciato a scrivere qualcosa in risposta alla prima. Non penso di aver concluso la risposta, anche perché la vita tiene aperte le domande e le risposte, fino alla fine e oltre la fine…
Però ho iniziato a rispondere, in modo tale da offrire almeno un inizio perché poi ciascuno possa continuare e formulare la sua risposta.
 
Buona lettura e buona continuazione!
 

1)    Che c’entra Dio con la mia vita concretamente?

 
Dio è uno che un giorno è passato e t’ha chiamato. È Lui che ti ha scelto, ti ha scelto come amico e s’è messo a camminare con te, a vivere con te, condividendo tutto di sé con te, anche tutta la Sua vita.
 
Puoi accorgerti di quanto c’entra con la tua vita, nel momento in cui lo lasci parlare alla tua vita, nel momento in cui entri in dialogo con Lui e gli racconti di te, della tua vita, delle tue aspirazioni, sentimenti, sogni, desideri, gioie, difficoltà, dolori,… lasciando che anche Lui ti racconti di sé, del suo amore, della sua vita, dei suoi sogni, dei suoi desideri, gioie, difficoltà, dolori,… e lasciando che Lui possa rivelarti chi sei e tutto il Suo amore senza condizioni e senza misura per te e per ogni uomo.

 

Un versetto da lasciar risuonare:
«Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi…» (Gv 15, 15-16).
 
Una lettura che può aiutare:
Erich Emmanuel Schmitt, Oscar e la dama rosa, edizioni e/o

«Chi pensa di…»

«Chi pensa di difendere, con la guerra, la libertà, si troverà con un mondo senza nessuna libertà.
Chi pensa di difendere, con la guerra, la giustizia, si troverà con un mondo che avrà perduto perfino l’idea e la passione della giustizia.
[…]
Chi pretende difendere con la guerra la cristianità, riporterà la Chiesa alle catacombe.
Chi vuol difendere con la guerra la civiltà cristiana, s’accorgerà d’aver aperto la strada alla barbarie» (don Primo Mazzolari, Tu non uccidere, ed. Paoline, p. 89)