se il chicco di grano...
mercoledì 4 febbraio 2026
Perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza
martedì 3 febbraio 2026
Domande e... risposte
Qualche
anno fa ho chiesto ad alcuni giovani amici di inviarmi delle domande a cui avrei
provato a rispondere.
1) Che c’entra Dio con la mia vita concretamente?
«Chi pensa di…»
giovedì 29 gennaio 2026
Ma tu pensa!
BENEDICI
i ragazzi che, pensando da ragazzi, ti costringono a rivedere i tuoi schemi e
pensieri. E ti mettono in crisi perché non obbediscono ai tuoi
"comandi", e nemmeno ascoltano le tue soluzioni e istruzioni.
BENEDICI
i giovani, che ti ricordano la tua giovinezza, ma ti chiedono di essere per
loro un punto di riferimento quanto a onestà, lealtà, responsabilità,
affidabilità, cura del prossimo e del bene comune: ti ricordano che non vivi
per te stesso, ma sempre per il bene di tutti.
BENEDICI
gli anziani e gli ammalati, che ti costringono a rallentare per andare al loro
passo; BENEDICILI perché ti fanno recuperare il vero passo, quello che ti
permette di guardare, ascoltare, accogliere il mondo e il prossimo, senza
passare oltre.
BENEDICI
i poveri, a cui con tutte le tue idee, soluzioni, giudizi, opinioni, parole,
opere,... non riesci a cambiare la vita: sono uomini come te e ti somigliano;
come te, anche loro hanno dei sogni, un punto di vista, una visione della vita,
una dignità, una libertà,... come te, anche loro ci tengono a esprimere il loro
parere, a comunicartelo, a dialogare con te da uomo a uomo, da pari. E forse
non glielo hai ancora mai concesso davvero.
BENEDICI
chi non la pensa come te, perché ti ricorda che la vita è un po' più del tuo
modo di pensare, vedere, agire.
BENEDICI
tutto ciò che rallenta la tua corsa, tutto ciò che scombina i tuoi programmi,
tutto ciò che ti costringe a rivedere i tuoi piani; BENEDICILO perché ti sta
RIPORTANDO IN VITA!
mercoledì 21 gennaio 2026
L’unica via di salvezza (leggendo 1Sam 17, 32-33.37.40-51)
«Non è forse una contraddizione?»
che
dopo venti secoli di Vangelo gli anni di guerra siano più frequenti degli anni di
pace?
che
sia tuttora valida la regola pagana: «si vis pacem, para bellum»?
che
l’omicida comune sia al bando come assassino, mentre chi, guerreggiando,
stermina genti e città sia in onore come un eroe?
che
nel figlio dell’uomo, riscattato a caro prezzo dal Figlio di Dio, si scorga
unicamente e si colpisca senza pietà il concetto di nemico per motivi di
nazione, di razza, di religione, di classe?
che
l’orrore cristiano del sangue fraterno si fermi davanti a una legittima
dichiarazione di guerra da parte di una legittima autorità?
che
una guerra possa portare il nome di «giusta» o di «santa», e che tale nome convenga
alla stessa guerra combattuta dall’un campo o dall’altro per opposte ragioni?
che
si invochi il nome di Dio per conseguire una vittoria pagata con la vita di
milioni di figli di Dio?
che
venga bollato come disertore e punito come traditore chi, ripugnandogli in
coscienza il mestiere delle armi, che è mestiere dell’uccidere, si rifiuta al «dovere»?
che
sia fatto tacere colui, che per sé soltanto, senza la pretesa di coniare una
regola per gli altri, dichiara di sentire come peccato anche l’uccidere in
guerra?
che
si dica di volere la pace, e poi non ci si accordi sul modo, appena sopraggiunge
il dubbio che ne scapiti la potenza, l’orgoglio, l’onore, gli interessi della
nazione?
che
si predichi di porre la vita eterna al disopra di ogni cosa, e poi ci si
dimentichi che il cristiano è l’uomo che non ha bisogno di riuscire quaggiù?


