sabato 8 settembre 2018

«Coraggio, non temete!»

Questa Domenica veniamo raggiunti dalle parole del profeta Isaia:
«Dite agli smarriti di cuore: “Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi”.
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa. La terra bruciata diventerà una palude, il suolo riarso sorgenti d’acqua» (Isaia 35,4-7a).

Immagino siano tanti gli smarriti di cuore a cui oggi siamo mandati ad annunciare la salvezza! Immagino che qualche volta anche noi siamo un po’ smarriti e forse ci fermiamo in attesa di un segno, di una Parola che ci permetta di riprendere il cammino.

Come ci trova questa Parola tratta dal libro del profeta Isaia?
In questo momento siamo tra gli smarriti, o siamo tra quelli che annunciano la salvezza?

In entrambi i casi, l’annuncio risuona: nelle orecchie degli smarriti o sulla bocca di chi si fa portatore dell’annuncio. È il Signore che viene a visitarci e a ricordarci che gli apparteniamo e che è sua volontà difenderci e salvarci. È il Signore che sta invitando ciascuno di noi a riconoscere già in atto questa salvezza: c’è tanto bene nella nostra vita e nel mondo. Forse è un bene che rimane un po’ in ombra, sembra non far notizia, ma è un bene fortissimo quello che si trasmette di persona in persona.

Proviamo a considerare le piccole attenzioni che riceviamo da chi ci vuole bene o quelle che abbiamo nei confronti delle persone che amiamo. La dedizione di un padre e di una madre verso i figli; un marito e una moglie che si amano, si accolgono e affrontano la vita fondando ogni loro scelta su questo amore; le tante persone che pensano più al bene degli altri che al proprio, uomini e donne capaci di offrire i loro talenti per il bene della comunità civile o religiosa di cui fanno parte; le persone che svolgono con onestà e passione il loro lavoro anche se è molto umile e nascosto,… Sono tutti segni, bei segni, della presenza del Signore!
Sono segni che ci fanno ritrovare la strada da seguire e la forza per essere costanti nel cammino.

Anche noi siamo segno, ogni volta che rispondiamo alla chiamata del Signore e ci mettiamo con impegno a compiere il bene!

«Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio,… Egli viene a salvarvi» (Is 35,4).
Leggendo il Vangelo vediamo compiersi la speranza annunciata dal profeta Isaia.
Noi che abbiamo conosciuto Gesù, noi che siamo uniti a Lui dal giorno del Battesimo, noi che abbiamo cominciato a seguirlo, sappiamo che è Lui che ci salva. Nella guarigione del sordomuto (Mc 7,31-37) possiamo riconoscere la nostra guarigione: liberandoci dal peccato, il Signore ci ha resi capaci di ascoltare la Sua Parola e di proclamare la Sua opera di salvezza. Allora anche noi con la folla possiamo dire:
«Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!» (Mc 7,37).

Oggi ci è stata consegnata questa Parola di speranza!
Ascoltiamola e riprendiamo forza!
Ascoltiamola e sentiamo crescere in noi il desiderio di compiere il bene!
Ascoltiamola e preghiamo perché il Signore ci renda attenti a riconoscere la Sua Presenza viva nel mondo per poter dire con Isaia:
«Coraggio, non temete!» (Is 35,4). [dGL]

sabato 1 settembre 2018

Gioia e pace!

Parrocchia Cristo Re - Sabato 1 settembre 2018

[Le mie prime parole alla comunità parrocchiale di Cristo Re, di cui sono diventato parroco nella celebrazione presieduta dal Vescovo mons. Carlo Bresciani alle ore 17.00]

Un manifesto vocazionale di qualche anno fa diceva:
«Nessuno nasce prete, preghiamo per le vocazioni».
Oggi direi: «Nessuno nasce parroco, preghiamo per i parroci…
… e naturalmente preghiamo per i preti, per il Papa, i Vescovi, i diaconi, i seminaristi… le suore, i consacrati e le consacrate, e per i laici!».

Sono nato da qualche minuto e già mi tocca parlare!
Provo allora a esprimermi come un neonato, con quelle “parole” che solo la madre e il padre sono in grado di interpretare.

Ho aperto gli occhi da poco e quindi vi vedo per la prima volta.
Siete belli! Tutto qui è bello!
Grazie per aver preparato e donato tutto questo!

Grazie al Vescovo che ha avuto fiducia in me, una grande fiducia!
Grazie a don Marino e don Pio per aver guidato, con fede e sapienza cristiana, parrocchia e parrocchiani.
Grazie a tutti i vice-parroci che qui hanno svolto il loro servizio pastorale.
Grazie ai parrocchiani, sempre molto generosi, cordiali, accoglienti.
Grazie ai miei confratelli (presenti e assenti: è sempre difficile partecipare perché gli orari spesso coincidono con quelli delle rispettive comunità).
Grazie ai miei compagni di seminario, qui rappresentati da don Alessandro, don Emiliano e don Marco.
Grazie alle comunità parrocchiali di San Benedetto Martire e di SS. Gregorio Magno e Niccolò e SS. Benigno e Michele Arcangelo, che hanno avuto pazienza con me durante le prime esperienze di vice-parroco (con don Romualdo) e amministratore parrocchiale (con don Domenico).
Grazie ai parenti e agli amici, che oggi sono qui a condividere questo momento di gioia.
Grazie a tutti i preti, vescovi e diaconi che ho incontrato in questi anni e che mi sono stati testimoni di gratuità, carità pastorale e umanità. Ne nomino quattro per tutti: don Pietro, il parroco che mi ha battezzato, qualche anno fa, don Luciano, il parroco con cui sono cresciuto negli anni della Parrocchia della Marina, don Anselmo, il parroco che mi ha accompagnato durante gli anni del Seminario e don Domenico, pastore autentico, che è stato per me guida sicura negli anni trascorsi a Ripatransone.
Grazie al Seminario di Milano! In quegli anni ho ricevuto tanti insegnamenti e testimonianze dai compagni di seminario e dagli educatori e professori incontrati. Un tesoro da cui continuamente posso attingere!
Grazie agli amici sempre disponibili ad ascoltare e condividere gioie, speranze, difficoltà, prove,…
Grazie alle suore. Ho cominciato a fare il chierichetto perché una suora, suor Amelia mi ha chiamato. E poi nel corso della mia vita ho incontrato tante suore e consacrate da cui ho ricevuto una testimonianza di gioioso servizio al Signore!
Grazie agli amici dell’Azione Cattolica (presidente, consiglieri, associati e assistenti) con cui sto vivendo il servizio di assistente del settore giovani.
Grazie alla comunità parrocchiale di Cristo Re che mi ha accolto il 14 aprile e in questi mesi mi ha guardato con simpatia e s’è presa cura di me. Ringrazio in modo particolare giovanissimi e giovani con cui ho trascorso buona parte del tempo: benedizione delle famiglie, oratorio estivo, tornei parrocchiali,…
Grazie per avermi aperto la porta delle vostre case e delle vostre vite!

Troppe parole ha detto questo neonato, eh?

Ora vedo per la prima volta questa parrocchia e la vedo come una bella occasione: una bella occasione per evangelizzare e santificarci. Io e voi, io con voi a seguire Gesù, l’unico Maestro! Voi e io per le strade, segno e trasparenza dell’amore di Dio!
Vorrei essere per voi un piccolo fratello.

«Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca».
Così il 24 aprile 2010 iniziava per me la più bella avventura.
Sono passati otto anni e qualche mese. Stasera sono qui e mi ritrovo a dire con Pietro:
«Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore».
Mi fermo, considero quanto ho vissuto in questi trentacinque anni e mi invade lo stupore, perché sono un peccatore, ma il Signore Gesù mi vede, mi ama e mi chiama. Sempre!

Qualche settimana fa ho raccolto tre grosse pietre che stavano sotto l’altare di una piccola chiesetta. Le ho messe nella bisaccia perché sapevo che erano un messaggio di Dio per me!

Sulle tre grosse pietre c’è scritto:
«Il Signore vi ha scelti perché vi ama» (da Dt 7,7-8)
«è un amore edificato per sempre» (Salmo 88,3)
«Pace agli uomini che egli ama» (Lc 2,14)

Su queste tre pietre desidero fondare il mio stare qui con voi da oggi in avanti!

Qualcuno potrebbe chiedermi: come le hai trovate?

Sono un neonato e quindi non ho a disposizione molte risposte.

A questa domanda, però, so rispondere: le ho trovate cercando Dio!
E Dio mi ha visto mentre lo cercavo e mi è venuto incontro per consegnarmi un messaggio per me e per voi:
siamo cristiani perché il Signore ci ha scelti e ci ha scelti perché ci ama. Questo amore non viene mai meno perché è edificato per sempre. Perciò riceviamo la pace dal Signore nostro Dio e rimaniamo nella pace!

Oggi ho rinnovato il mio “eccomi” alla chiamata del Signore.
E le tre pietre le metto a fondamento di questo nuovo inizio.
È un tempo di grazia, è un tempo di responsabilità.
È un tempo in cui occorre che ci lasciamo amare dal Signore.

Stasera tornando a casa, tornando ognuno alle proprie occupazioni e ai propri ambienti, portiamo la pace che abbiamo ricevuto dal Signore partecipando a questa liturgia. Portiamola a chi sta in pace, ma anche a chi non sta in pace.
Portiamola a chi è nella salute, ma soprattutto a chi vive la malattia o l’agonia.
Portiamola a chi crede e a chi non crede.
Portiamola agli amici e ai nemici.
Portiamola a chi costruisce la pace e a chi semina discordia.
Portiamola a chi è contento e a chi non trova un motivo buono per sorridere.

E a tutti portiamola con gioia: la gioia di Cristo!

Permettetemi, infine, di ringraziare don Pio per questi mesi che abbiamo trascorso insieme. Ho potuto apprezzarne la passione, la generosità, la fantasia vulcanica e tante altre qualità che non sto qui a elencare, ma che la comunità di Cristo Re conosce bene!

Ringrazio tutti i preti che come vice-parroci o come preti residenti, di passaggio o originari di questa parrocchia hanno avuto modo di contribuire con il loro servizio e la loro passione a rendere bella questa comunità parrocchiale.

E ringrazio la mia famiglia (babbo, mamma, i miei due fratelli e i nonni). Ringrazio la mia famiglia perché non si è limitata a iniziarmi alla fede, ma mi ha offerto e continua a offrirmi una buona testimonianza cristiana!

Grazie a tutti e buon cammino con Gesù!!!

don Gian Luca

venerdì 10 agosto 2018

Goccia (51)

«Ma essi insistettero: “Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto”. Egli entrò per rimanere con loro» (Lc 24,29).

giovedì 9 agosto 2018

Goccia (50)

«Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro» (Lc 24,15).

mercoledì 8 agosto 2018

Goccia (49)

«Procurati ogni giorno un aiuto contro la povertà, contro la morte e, anche, contro le altre calamità; e quando avrai fatto passare tante cose, estrai un concetto da assimilare in quel giorno. Anch’io mi regolo così; dal molto che leggo ricavo qualche cosa» (Seneca, Lettere a Lucilio, I, 2, Garzanti, p. 7).

«Il frutto di oggi l’ho tratto da…» (Seneca, opera citata, p.7) Papa Francesco, che nell’Esortazione apostolica Gaudete et exsultate, al numero 139 scrive:
«In ogni situazione, lasciamo che lo Spirito Santo ci faccia contemplare la storia nella prospettiva di Gesù risorto. In tal modo la Chiesa, invece di stancarsi, potrà andare avanti accogliendo le sorprese del Signore» (Papa Francesco, Gaudete et exsultate, n. 139).

Questo pensiero del Papa contiene qualcosa che ha tutte le caratteristiche dell’aiuto di cui parla Seneca a Lucilio: la risurrezione di Cristo è per l’uomo «un aiuto contro la povertà, contro la morte e, anche, contro le altre calamità».

Chiediamo la grazia di saper riconoscere la viva presenza di Cristo nel tempo e nello spazio che abitiamo!

martedì 7 agosto 2018

Goccia (48)

«Sta’ lontano dal male e fa’ il bene
e avrai sempre una casa» (Salmo 36,27).

L’Ufficio delle letture mi ha consegnato questo versetto.
Suona come un incoraggiamento a perseverare nel bene e mi mostra una grande verità: chi fa il bene e si tiene lontano dal male avrà sempre una casa.

Anche se in alcuni casi fare il bene non sembra conveniente,
anche se fare il bene richiede impegno e sacrificio,
anche se fare il bene procura persecuzioni (Tobia 2,1-14),
la Parola di Dio offre una certezza:
«… avrai sempre una casa»!

Questa Parola («… avrai sempre una casa») ci rafforzi e ci aiuti in ogni situazione a scegliere il bene!

sabato 4 agosto 2018

Goccia (47)

«San Paolo invitava i cristiani di Roma a non rendere “a nessuno male per male” (Rm 12,17), a non voler farsi giustizia da sé stessi (cfr v. 19) e a non lasciarsi vincere dal male, ma a vincere il male con il bene (cfr v. 21). Questo atteggiamento non è segno di debolezza ma della vera forza, perché Dio stesso “è lento all’ira, ma grande nella potenza” (Na 1,3). La Parola di Dio ci ammonisce: “Scompaiano da voi ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenze con ogni sorta di malignità” (Ef 4,31)» (Papa Francesco, Gaudete et exsultate, n. 113).

Il Papa mi aiuta a riflettere su come sto accogliendo la chiamata a essere santo.
Chiedo la grazia di saper vincere il male con il bene e di essere con il mio atteggiamento un segno che ricordi all’uomo la misericordia di Dio!

Mi siano di guida le parole di San Paolo:
«Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti. Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all’ira divina. Sta scritto infatti: Spetta a me fare giustizia, io darò a ciascuno il suo, dice il Signore. Al contrario, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, accumulerai carboni ardenti sopra il suo capo. Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene» (Rm 12,17-21).